Nei giorni scorsi, l’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha dato il via libera al passaggio di Gedi alla Antenna Media del greco Theodoris Kyriakou, una srl costituita a Milano il 12 gennaio 2026, senza però chiarire chi sia il socio unico della srl italiana
Nei giorni scorsi, l’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha dato il via libera al passaggio di Gedi alla Antenna Media del greco Theodoris Kyriakou, una srl costituita a Milano il 12 gennaio 2026, senza però chiarire chi sia il socio unico della srl italiana[1].
La giornalista greca, Danai Maragoudaki, componente del consorzio di giornalismo investigativo Solomon ed esperta di gruppi editoriali e di rapporti finanziari, ha presentato nei mesi scorsi un report per chi voglia approfondire le figure degli editori che stanno trattando, in esclusiva, l’acquisizione da Exor di Gedi, il più grande gruppo editoriale italiano che pubblica quotidiani come Repubblica e La Stampa, giornali come La Sentinella del Canavese, ed è proprietaria di siti ed emittenti radiofoniche come Radio Capital, Radio Deejay ed M2o, insieme a HuffPost Italia, National Geographic Italia, Limes e la concessionaria pubblicitaria Manzoni[2].
Un po’ di cronistoria aiuta a capire di chi stiamo parlando.
Alla fine del 2009, il Gruppo ANT1 accettò di acquisire una quota del 49% di Fox Televizija in Serbia dalla News Corporation di Rupert Murdoch. Alcuni organi di stampa serbi, all’epoca, riportarono come Murdoch e Kyriakou fossero buoni amici, fatto che avrebbe aiutato ad accelerare le trattative.
“Chi non cresce, muore”, disse il padre di Tehodoris, Minos Kyriakou, nel 2014 durante la crisi finanziaria greca, riferendosi sia all’economia del Paese che alle sue imprese. Credeva che la crescita fosse dietro l’angolo e sottolineava come “servano leggi per attirare gli investitori nel Paese”.
Degli altri figli, Xenophon Kyriakou già in giovane età ha assunto la guida della compagnia di navigazione fondata da suo padre, Minos, di cui è il figlio primogenito. Conduce una vita molto riservata e, pur occupandosi degli interessi della famiglia nel settore dei media, il suo principale punto di riferimento resta l’attività navale. Gestisce infatti la Athenian Sea Carriers, la compagnia di navigazione fondata da suo padre, Minos. Allo stesso tempo, è l’unico azionista della Altavista Global Holdings S.a.R.L., una società che detiene il 33,3% della K Group Holding, la società madre della maggior parte delle aziende del portafoglio della famiglia Kyriakou, che spazia dalle compagnie marittime al gruppo Antenna. La sua residenza ufficiale si trova in Florida, negli Stati Uniti.
Il figlio che più ci interessa, Theodoris Kyriakou (1974), è laureato in business internazionale e fisica alla Georgetown University. Dopo la morte del padre nel 2017, è diventato CEO di Antenna Group che sta trasformando in una multinazionale dei media. È azionista di K Group insieme ai fratelli, un ampio gruppo di società che comprendono gli affari nel settore navale che la sua famiglia ha posseduto per anni. Kyriakou siede in molti consigli di amministrazione, tra cui Raine Holdings, che gestisce Raine Partners e Raine Venture Partners, fondi di investimento privati focalizzati sull’intrattenimento, i media digitali e lo sport, nei quali il gruppo Antenna è un investitore chiave. Kyriakou è anche componente del Board of Advisors della McDonough School of Business alla Georgetown University, dell’Advisory Board del Centre for International Business and Management dell’Università di Cambridge, e componente del Business Advisory Council dell’International MBA Program dell’Università di Economics and Business di Atene. Siede anche nell’International Advisory Board dell’Atlantic Council, un think tank con sede a Washington D.C.
Athina Kyriakou è la terza figlia di Minos e Anna Kyriakou. Ha studiato negli Stati Uniti e ha lavorato per il gruppo Antenna, l’azienda di famiglia attiva nel settore dei media. Risulta essere l’unica azionista della Praxis Global Investments, una società che detiene il 33,3% della K Group Holding, la società madre della maggior parte delle aziende del portafoglio della famiglia Kyriakou, che spazia dalle compagnie marittime al gruppo Antenna.
In un’indagine sulla proprietà dei media in Grecia, la testata investigativa ateniese Solomon ha identificato 89 società collegate agli interessi della famiglia Kyriakou. Di queste, 37 società operano nel settore finanziario e 34 nel settore dei media. Tra le famiglie imprenditoriali esaminate, la famiglia Kyriakou è quella con il maggior numero di società nel settore dei media. Seguono nove società nel settore marittimo, quattro nel settore immobiliare, quattro nei trasporti e altre ancora.
La maggior parte delle società è registrata nei Paesi Bassi, dove Solomon ne ha individuate 24. Altre 23 società si trovano in Grecia e 21 a Cipro. Inoltre, sono state trovate 7 società nelle Isole Marshall, 5 in Lussemburgo, 4 nel Regno Unito e 2 in Irlanda. Una società risulta registrata nel Bailiwick di Guernsey (una delle isole del Canale della Manica sotto il controllo britannico), una a Malta e una in Liberia. La K Group Holding (verosimilmente il veicolo attraverso cui dovrebbe essere acquisito il gruppo Gedi) è una holding con sede in Lussemburgo e funge da società madre per la maggior parte delle società presenti nel portafoglio della famiglia Kyriakou, le quali spaziano dalle compagnie marittime al gruppo Antenna. La proprietà della società è divisa in parti uguali (33,3% ciascuno) tra i tre fratelli Kyriakou — Theodoris, Xenophon e Athina — attraverso le rispettive società (Praxis Global Investments, Altavista Global Holdings, Globecast Holdings). Nel giugno 2024 è stato annunciato che la K Group, insieme alla Qatar Investment Authority, creerà un fondo di investimento con un capitale da 1 miliardo di euro, focalizzato, tra gli altri settori, su tecnologia, navigazione e turismo. La società ha sede in Lussemburgo ed è stata fondata nel 2016.
Nel 2022, il MBC Group ha acquisito una partecipazione del 30% nell’Antenna Group. Pertanto, la Antenna Greece BV è proprietaria per il 70% di Antenna Media BV e per il 30% di MBC Initiatives (BVI) Limited.
Secondo i termini dell’accordo, MBC, che controlla diverse emittenti televisive nei Paesi del Golfo, ha apportato un totale di 225 milioni di euro al capitale di Antenna Greece BV, una società con sede ad Amsterdam, nei Paesi Bassi. L’MBC Group, Middle East Broadcasting Center è una società di media dell’Arabia Saudita, con sede a Riyadh (fino al 2002 la sede era Londra, poi è stata spostata a Dubai e dal 2022 è Riyadh), fondata nel 1991 dall’imprenditore saudita Waleed bin Ibrahim Al Ibrahim la cui quota di maggioranza è controllata dal Governo saudita attraverso il Pif, il Public Investment Fund, società strettamente legata al principe ereditario Mohammed bin Salman (MBS) che ha iniziato a sostenere diverse sponsorizzazioni nel mondo occidentale e che intrattiene rapporti anche con il proprietario di Gedi ed Exor, John Elkann. Secondo i termini dell’accordo, MBC, che controlla diverse emittenti televisive nei Paesi del Golfo, ha apportato un totale di 225 milioni di euro al capitale di Antenna Greece BV, una società con sede ad Amsterdam, nei Paesi Bassi.
Nel settembre 2025, il fondo sovrano dell’Arabia Saudita, il Public Investment Fund (PIF), ha completato l’acquisizione del 54% del MBC Group per un valore di circa 7,47 miliardi di SAR (circa 2 miliardi di dollari), come parte di un più ampio sforzo per far crescere i settori dei media e dell’intrattenimento sauditi. Nel 2022, il ministro della Cultura saudita, principe Badr bin Abdullah bin Mohammed bin Farhan, e il presidente del MBC Group, il Waleed bin Ibrahim Al Ibrahim, hanno firmato un memorandum d’intesa tra il MBC Group e la Saudi Film Commission (SFC), con l’obiettivo di promuovere progetti di collaborazione volti a trasformare il panorama cinematografico saudita. “La collaborazione si estende anche alla coproduzione di film e serie sia all’interno che al di fuori dei confini dell’Arabia Saudita, amplificando l’impronta creativa del Regno sulla scena internazionale”.
La famiglia Kyriakou è tradizionalmente associata al canale televisivo ANT1, la seconda emittente televisiva privata fondata in Grecia nel 1989, e oggi una delle principali reti televisive nazionali. ANT1 è stata la prima emittente televisiva in Grecia a introdurre programmi mattutini quotidiani di informazione e intrattenimento, come le due trasmissioni più longeve della televisione greca, “Kalinimera Ellada” e “Proinos Kafes”, entrambe iniziate nel 1991.
La famiglia possiede anche le società che trasmettono i programmi di ANT1 all’estero (come ANT1 Satellite, ANT1 Europe, ANT1+ e ANT1 Pacific), nonché i siti web antenna.gr e ant1news.gr. Il Gruppo Antenna possiede e gestisce 32 canali in Europa, Nord America e Australia. Inoltre anche il canale televisivo nazionale MAK TV (fino a poco tempo fa noto come Macedonia TV). Questo canale è stato acquisito dal gruppo nel 2000, dopo essere nato come parte del complesso giornalistico del quotidiano Makedonia (pubblicato a Salonicco). A Cipro gestiscono ANT1 Cyprus, che costituisce la versione locale del canale.
Nel settore radiofonico, il Gruppo Kyriakou comprende in Grecia la società Radioteleoptikes Epicheiriseis S.A., che possiede le emittenti musicali Easy 97.2 e Rhythmos 94.9, oltre alla piattaforma digitale soundis.gr, attraverso la quale la programmazione di entrambe le radio viene trasmessa online. Nel mercato romeno, il gruppo gestisce i canali musicali Kiss TV, Magic TV e Rock TV.
Il gruppo controlla anche le etichette discografiche Heaven Music e 3,14 Records. Fondata nel 2001, Heaven Music è presentata come la più grande casa discografica in Grecia, con una presenza estesa in tutti i Balcani. La società Antenna Ekdotiki Epicheirisi Vivlion gestisce la piattaforma JukeBooks, che offre audiolibri in lingua greca provenienti da case editrici greche.
Fa parte dell’Antenna Group anche Antenna Spoudastiki, che gestisce la scuola privata di giornalismo ANT1 Media Lab. L’attività nei media della famiglia Kyriakou, attraverso l’Antenna Group, ha una forte presenza nei Balcani, in particolare in Romania.
Ma ciò che risulta davvero importante dal dossier, riguarda i legami politici della famiglia.
All’inizio degli anni Novanta, Minos Kyriakou, padre dei tre attuali soci del Gruppo Antenna, era ancora fortemente concentrato sul settore marittimo. Come avrebbe dichiarato lui stesso: “Stavo costruendo navi a Danzica”, a testimonianza del suo scarso coinvolgimento nella politica interna di quel periodo. Il Primo Ministro di centrodestra Konstantinos Mitsotakis (padre dell’attuale premier Kyriakos Mitsotakis) non si fidava dei tradizionali gruppi radiotelevisivi come quelli di Labrakis o Vardinogiannis. Voleva una rete televisiva chiaramente allineata a Nea Dimokratia, ma percepita come più “pulita”. Secondo alcune fonti, fu in questo contesto che all’ANT1 venne concessa una delle prime licenze di televisione privata. Molte imprese, incluse società radiotelevisive, si trovarono infatti con prestiti difficili da onorare durante la crisi finanziaria.
In un’intervista rilasciata nel 1999 a BHMAgazino, Minos Kyriakou si descrive come un liberale, riconoscendo indirettamente il suo sostegno al partito Nea Dimokratia (partito di destra). Tuttavia, parlò anche in termini elogiativi dell’allora Primo Ministro Kostas Simitis (leader del Pasok, quello che all’epoca era il partito di centrosinistra), mantenendo così il necessario equilibrio politico. Sempre nella stessa intervista, Kyriakou ha ammesso come la radio di ANT1 abbia, in un certo periodo, sostenuto apertamente Nea Dimokratia, ma non senza mostrare disagio per il fatto che il canale fosse etichettato come populista o di destra, riconoscendo che tale sostegno poteva essere stato un errore personale.
Nel 2015, durante il referendum sul “salvataggio finanziario della Grecia” da parte della Troika, ANT1 fu criticata per la copertura giornalistica dell’evento, che alcuni percepirono come faziosa. Il rapporto personale di Kyriakou con Kyriakos Mitsotakis non sembra sia significativo, ma la sua relazione con il partito Nea Dimokratia è rimasta positiva. Il suo approccio alle relazioni politiche è descritto come pragmatico: osserva come evolvono le situazioni e si posiziona di conseguenza per il futuro. La famiglia Kyriakou ha inoltre rapporti di lunga data con l’Ambasciata degli Stati Uniti in Grecia e con numerose figure politiche del Governo di Washington. Negli ultimi anni, si è registrato un forte impegno nel costruire a livello internazionale legami con l’ambiente vicino a Donald Trump.
Mentre la trattiva per l’acquisizione del Gruppo Gedi era già attiva, il 7 novembre 2025 Antenna Group, guidato dal suo presidente Theodoris Kyriakou, ha ospitato ad Atene una cena ufficiale in onore di due alti membri del Governo statunitense: Doug Burgum (Segretario degli Interni) e Chris Wright (Segretario dell’Energia). L’evento si è svolto nell’ambito della Transatlantic Energy Cooperation Conference e ha riunito oltre 80 importanti figure politiche e imprenditoriali provenienti dagli Stati Uniti e dall’Europa. L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con l’Atlantic Council, uno dei principali think tank statunitensi nel cui board siede anche Kyriakou. Sempre nel novembre 2025, Kimberly Guilfoyle, la nuova Ambasciatrice degli Stati Uniti in Grecia, ha rilasciato la sua prima intervista televisiva in Grecia proprio sull’emittente ANT1.
Negli ultimi anni, Kyriakou ha costruito solidi rapporti con alcuni Stati del Golfo Persico, come Arabia Saudita e Qatar. Nel maggio 2025, Theodoris Kyriakou è stato invitato a una cena di Stato ufficiale ospitata a Doha dall’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, in onore del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. L’evento si è svolto durante la visita di Stato di Trump in Medio Oriente (lo stesso durante il quale John Elkann e il presidente degli Stati Uniti hanno incontrato Mohammed bin Salman) e ha visto la partecipazione di un ristretto gruppo di leader e figure di spicco del mondo economico internazionale, accuratamente selezionati.
Ancora nel maggio 2025, ANT1 ha annunciato la nomina di Elizabeth Pipko come commentatrice in esclusiva. Pipko è un’ex portavoce del Partito Repubblicano degli Stati Uniti e una stretta collaboratrice del presidente Donald Trump. È nota per le sue posizioni particolarmente aggressive a favore di Israele nella questione palestinese, a sostegno della guerra in Ucraina, e contro le voci democratiche, che considera una “minaccia comunista”.
Nel settembre 2025, l’Atlantic Council e l’Antenna Group hanno annunciato la creazione dell’Alliance for Europe–Gulf Geopolitics & Investments Summit (AEGGIS), “un’iniziativa volta a rafforzare le relazioni economiche tra i Paesi europei e quelli del Golfo e a promuovere il consenso sulle sfide geopolitiche globali”. Il summit principale si è svolto dal 15 al 17 maggio 2026 in Grecia, dove leader dell’Unione Europea e della regione del Golfo hanno discusso di “opportunità di investimento strategico e di armonizzazione normativa”. Frederick Kempe, Presidente e CEO dell’Atlantic Council, nell’occasione ha aggiunto: “Stiamo vivendo un’era di cambiamenti geopolitici, tecnologici ed economici. L’Europa e il Golfo condividono interessi in diversi ambiti. I partecipanti hanno convenuto che i Paesi di queste regioni devono fare di più per affrontare congiuntamente le sfide emergenti. Le principali crisi degli ultimi anni, dalla guerra della Russia contro l’Ucraina al conflitto con l’Iran e alla chiusura dello Stretto di Hormuz, sottolineano l’urgenza di stringere legami strategici più profondi. Da sessantacinque anni, l’Atlantic Council promuove un dialogo costruttivo sulle questioni cruciali per il mondo, guidato dalla sua missione di plasmare il futuro globale insieme a partner e alleati. Il Forum inaugurale Europa-Golfo ha rafforzato questi principi. Le conversazioni franche di questo fine settimana possono fungere da catalizzatore per azioni in materia di sicurezza, energia, commercio e tecnologia e gettare le basi per una cooperazione duratura”.
Tra i partecipanti al Forum figuravano:
S.E. Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana;
S.E. Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, Primo Ministro e Ministro degli Affari Esteri dello Stato del Qatar;
S.E. Alexander Stubb, Presidente della Repubblica di Finlandia;
S.E. Kyriakos Mitsotakis, Primo Ministro della Repubblica Ellenica;
S.E. Nikos Christodoulides, Presidente della Repubblica di Cipro;
S.A. Sheikh Ahmad Abdullah Al-Ahmad Al-Sabah, Primo Ministro dello Stato del Kuwait;
l’Onorevole David Lammy, Lord Cancelliere e Segretario di Stato per la Giustizia e Vice Primo Ministro del Regno Unito;
S.E. Apostolos Tzitzikostas, Commissario europeo per i trasporti e il turismo sostenibili;
S.E. Kyriakos Pierrakakis, Ministro dell’Economia e delle Finanze della Grecia e Presidente dell’Eurogruppo;
S.E. Adel Al-Jubeir, Ministro di Stato per gli Affari Esteri del Regno dell’Arabia Saudita;
S.E. Sheikh Jarrah Jaber Al-Ahmad Al-Sabah, Ministro degli Affari Esteri dello Stato del Kuwait;
S.E. Jasem Mohamed Albudaiwi, Segretario Generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo;
S.E. Dott. Anwar Mohammed Gargash, Consigliere diplomatico del Presidente degli Emirati Arabi Uniti;
S.E. Kristalina Georgieva, Direttore Generale del Fondo Monetario Internazionale;
S.E. Christine Lagarde, Presidente della Banca Centrale Europea;
S.A. Sceicco Nasser bin Hamad Al Khalifa, Consigliere per la Sicurezza Nazionale del Regno del Bahrein;
S.E. Sceicco Salman bin Khalifa Al Khalifa, Ministro delle Finanze e dell’Economia Nazionale del Regno del Bahrein;
S.E. Nasser bin Saad Al Khathran, Direttore Generale per le Politiche e le Strategie del Ministero della Difesa del Regno dell’Arabia Saudita;
l’Onorevole Sir Tony Blair, Presidente Esecutivo del Tony Blair Institute for Global Change;
l’Onorevole Amos Hochstein, Managing Partner di TWG Global ed ex Sottosegretario di Stato americano per le Risorse Energetiche;
S.E. Mohammed Saif Al-Sowaidi, Amministratore Delegato della Qatar Investment Authority;
Theodore Kyriakou, Presidente di Antenna Group;
Frederick Kempe, Presidente e Amministratore Delegato dell’Atlantic Council.
La Grecia, come sappiamo, ha subito l’occidentalizzazione della società nell’ambito dei memorandum imposti dal dominio euro-atlantico. Poichè ciò che caratterizza il nucleo interno dell’identità greca è l’Ortodossia, insieme ad una peculiare solidarietà verso gli altri popoli ortodossi (evidente nel 1999 quando la NATO aggredì la Federazione Jugoslava di Serbia e Montenegro il sostegno totale del popolo greco a quello serbo), è in corso un tentativo di scardinare, attraverso la crisi ucraina, gli ultimi elementi della “fisionomia orientale” dell’Ortodossia greca. Il controllo dei media, unito all’integrazione sempre più massiccia di Atene nel dispositivo dell’Alleanza Atlantica e nella coalizione filo-israeliana nel Mediterraneo, sono la naturale evoluzione di questo processo iniziato nel XXI secolo.
L’establishment greco si caratterizza ora per essere sempre più al servizio dei progetti atlantici e la longa manus dei suoi potentati mediatici-finanziari serve a stringere ancora di più il cappio intorno all’Italia, un Paese in cui la stragrande maggioranza della popolazione è contraria all’avventurismo bellico del Governo Meloni e che necessita per la NATO di una stretta informativa sempre più massiccia[3].
Come riportato dallo stesso Antenna Group, nel comunicato stampa in cui annunciava l’acquisizione del Gruppo Gedi, “Parallelamente, il gruppo è in fase di confronto con partner strategici negli Stati Uniti per arricchire ulteriormente il portafoglio GEDI con nuovi brand dell’informazione e dell’intrattenimento. Antenna cercherà di collaborare con altri gruppi e imprenditori locali italiani, come parte della sua strategia di crescita in Italia”[4].
Quali, è facile immaginarlo.
“Mirja Cartia d’Asero, manager di grande esperienza con un percorso consolidato alla guida di organizzazioni nei settori media e finanziario, assumerà il ruolo di Amministratore Delegato del Gruppo GEDI. Mirja lavorerà a stretto contatto con il management di GEDI per sostenere il percorso di sviluppo e internazionalizzazione del Gruppo”, si legge nel comunicato di Antenna Group. D’Asero, dal 2022 al 2025 è stata CEO e General Manager de “Il Sole 24 Ore”. Nei primi 10 anni della sua carriera Mirja ha svolto la professione di avvocato presso studi internazionali (Clifford Chance, Allen &Overy) nel settore banking & finance e real estate in Italia e a Londra. Nei successivi 12 anni ha lavorato presso la banca d’affari internazionale Lehman Brothers, “prima e dopo l’administration”. Attualmente, Mirja Cartia d’Asero è Presidente di Clessidra Holding e di Clessidra Private Equity SGR, due società che fanno parte di Italmobiliare della famiglia Pesenti (la sgr Clessidra fu creata nel 2003 dalla vedova del fondatore Claudio Sposito, ex Morgan Stanley).
D’altronde John Elkann, nato a New York , figlio di Margherita Agnelli e Alain Elkann, amministratore delegato della Exor srl che ha ceduto il Gruppo Gedi ad Antenna Group, nonché Presidente di Stellantis, ha recentemente ricevuto il premio speciale della National Italian American Foundation in occasione del 50esimo anniversario, celebrato a Washington, dichiarando: “Stellantis ha appena annunciato il suo più grande investimento di sempre qui negli Stati Uniti, per cogliere nuove opportunità di crescita e innovazione. Tredici miliardi di dollari, che serviranno a rilanciare la produzione delle auto in America. Questo però non significa dimenticare le radici del gruppo: Abbiamo annunciato i più importanti investimenti della nostra storia perché le opportunità che vediamo in America sono grandi. Se uno è forte in America, è forte nel mondo ed è forte in Italia … Ho un rapporto di amore con gli Stati Uniti, che è il Paese in cui sono nato, e un rapporto di amore con l’Italia, un Paese in cui ho le mie origini”. Elkann poi ha menzionato il fatto che “l’amore per l’America era profondamente sentito anche da mio nonno Gianni Agnelli, che ricevette il premio Niaf nel 1986. Questo amore è profondamente radicato nella mia famiglia. Mio padre è nato qui e il mio figlio maggiore studia in America … Alcuni dicono che il legame transatlantico si stia indebolendo, ma io credo che non sia mai stato così forte”[5].
Non potremmo essere più d’accordo con le sue conclusioni.
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[1] Nel 2021, il Fondo Pif dell’Arabia Saudita si è impossessato del 30% di Antenna Media srl ma gli asset di Kyriakou sembrano “blindati”, cfr. Stefano Brogioni, “Il Resto del Carlino”, 31 luglio 2026.
[2] Associazione Stampa Subalpina, Dall’impero greco di Antenna all’italiana Gedi: un report, 29 dicembre 2025, casadeigiornalisti.it.
[3] L’Ortodossia greca e quella russa hanno sempre ostacolato i piani geopolitici delle grandi potenze occidentali e l’emergere del Fanar (Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli) come partner strategico degli Stati Uniti e dell’Unione Europea ha favorito la creazione di nuove Chiese “NATO” nel Vecchio Continente. Cfr. Salvatore Frequente, L’Italia è in guerra? Militari in Arabia Saudita: dalle audizioni in Parlamento agli attacchi di Riad, come si è arrivati allo schieramento delle truppe, “Il Fatto Quotidiano”, 1 agosto 2026. Come riportato in un suo comunicato stampa: “Nel 2025 Antenna Group ha avviato una partnership con l’Atlantic Council, uno dei principali think tank statunitensi
impegnati nella promozione della leadership globale e delle relazioni internazionali, per il lancio dell’Europe–Gulf
Forum. Questa iniziativa di rilievo riunisce per la prima volta capi di Stato, primi ministri, decisori politici, investitori di
alto livello e leader aziendali, con l’obiettivo di favorire il dialogo sulle sfide geopolitiche e rafforzare le relazioni
economiche tra le due regioni. Da anni Antenna è al centro della promozione di un dialogo geopolitico significativo,
contribuendo al rafforzamento dell’Europa e al dialogo tra Europa e area del Golfo”. Il concetto di “stretta” riprende i temi dei dossier presentati dal Ministro della Difesa Guido Crosetto nei vertici sulla sicurezza nazionale, in cui si evidenzia che i sistemi democratici occidentali presentano falle strutturali e ampie zone d’ombra (“buchi”) nell’informazione, nella protezione contro le ingerenze straniere e nella difesa ibrida, cfr. “Corriere della Sera”, 18 novembre 2025.
[4] Gedi Gruppo Editoriale, Antenna Group annuncia l’acquisizione di Gedi Gruppo Editoriale, 23 marzo 2026.
[5] Paolo Mastrolilli, John Elkann premiato dalla Niaf a Washington: “Legame Italia Usa mai stato così forte”, “La Repubblica”, 19 ottobre 2025.


