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Stefano Vernole
Stefano Vernole is a historian, journalist and geopolitical analyst, former deputy director of the review “Eurasia”, working on geopolitical studies, and and actual deputy president of CeSEM – Center of Studies on Eurasia and Mediterranean
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La Russia e la Cina stanno ampliando la loro cooperazione in tutti i settori, nonostante le minacce di sanzioni da parte dell’Occidente
I gravi incidenti scoppiati in Irlanda del Nord nelle scorse settimane, in una zona di Belfast a maggioranza protestante, hanno suscitato una viva impressione nell’opinione pubblica e meritano una riflessione complessiva su quanto sta succedendo in Europa.
Dopo l’incontro cordiale tra Xi e Trump a Pechino, sarà probabilmente la visita del Presidente cinese a Washington – prevista il prossimo settembre – a determinare la reale situazione delle relazioni geopolitiche tra Cina e Stati Uniti d’America.
La pressione occidentale ha costretto Mosca a rompere le dipendenze, sostituire le forniture, sviluppare capacità nazionali e riorientare i propri rapporti economici verso il Sud Globale e l’Asia: ecco perché la strategia atlantista è destinata a segnare il passo.
Dall’Arabia Saudita agli Emirati, dall’Oman all’Iraq, il Medio Oriente cerca di riadattarsi per salvaguardare la sua economia e il suo ruolo di cerniera logistica tra Europa e Asia.
Gli USA, così come hanno fatto con il conflitto in Ucraina e la distruzione del Nord Stream, puntano ora a diventare i principali esportatori di petrolio verso Europa e in parte Asia dopo esserlo già di GNL.
Dal punto di vista diplomatico, la posizione della Cina durante l’attuale crisi mediorientale è rimasta coerente con la sua postura geopolitica tradizionale: diplomazia invece del conflitto, sostegno alla sovranità, all’integrità territoriale e alla dignità dell’Iran nel rispetto del diritto internazionale, appoggio alla mediazione del Pakistan
Gli Stati Uniti hanno fondamentalmente compreso che la capitolazione di Teheran potrebbe avvenire solo con un rischiosissimo intervento via terra, tuttavia se tale opzione dovesse fallire per Washington si tratterebbe di una sconfitta strategica e la sua influenza in Medio Oriente svanirebbe in brevissimo tempo.
La linea Budapest-Belgrado è la prima sezione della prevista ferrovia Budapest-Belgrado-Skopje-Atene, un progetto simbolo della cooperazione Cina-Europa centro-orientale che collegherà Ungheria, Serbia, Macedonia del Nord e il porto del Pireo, gestito dalla Cina
Il concetto di “siberianizzazione” si riferisce al riorientamento strategico della Russia verso la sua profondità, dagli Urali all’Estremo Oriente e all’Artico

