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Stefano Vernole
Stefano Vernole is a historian, journalist and geopolitical analyst, former deputy director of the review “Eurasia”, working on geopolitical studies, and and actual deputy president of CeSEM – Center of Studies on Eurasia and Mediterranean
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In sintesi, le 14 basi della CIA in Ucraina fungono da avamposto per il contenimento della Russia in Europa, lasciando maggiore libertà di azione agli USA di Trump in Medio Oriente e nel Pacifico.
Sono passati ormai 27 anni dall’aggressione della NATO alla Federazione Jugoslava di Serbia e Montenegro nel marzo 1999, eppure la sua importanza nel cambiamento dell’ordine internazionale continua ad essere sottovalutata.
L’aggressione israelo-statunitense alla Repubblica Islamica dell’Iran sta creando enormi problemi ai diversi attori internazionali, anche se con diverse sfumature.
L’Amministrazione “neocons” Trump, presentata in Europa dai suoi agenti infiltrati come “isolazionista”, ha finalmente e definitivamente gettato la maschera imbarcandosi in un conflitto senza via d’uscita contro l’Iran.
I rapporti tra le due capitali stanno però ora degenerando, fino a sfiorare lo scontro aperto.
Se da una parte Donald Trump cerca di mantenere un canale di dialogo aperto con Pechino in virtù dello storico rapporto personale con Xi Jinping, dall’altra l’Amministrazione USA sta predisponendo una strategia di ridefinizione delle catene del valore globali per mettere in difficoltà Pechino e aumentare la propria capacità di autosufficienza militare.
Scioccata dalle rivendicazioni statunitensi sulla Groenlandia, in difficoltà a causa dei dazi di Trump ma sotto scacco della finanza nordamericana, l’Unione Europea prova a reagire siglando due accordi di libero scambio con aree del mondo alternative quali India e Mercosur.
Due buone notizie hanno caratterizzato i giorni scorsi le relazioni Roma-Pechino.
Prima di parlare di un vero e proprio processo di pace, infatti, sia per la Russia che per i più avveduti tra gli analisti europei sussistono ancora diverse questioni da affrontare.
Durante la visita del presidente russo Vladimir Putin a Nuova Delhi nel dicembre 2025, la Russia ha formalizzato l’accesso militare indiano ai porti navali dell’Artico, l’addestramento nelle operazioni polari e il supporto logistico nell’ambito di un accordo quinquennale (con possibilità di rinnovo), approfondendo la cooperazione militare tra Russia e India nell’Artico.

