

Ci fu un periodo in cui l’Unione Europea veniva descritta come un argine competitivo rispetto agli Stati Uniti e come la creazione di un soggetto sovranazionale dotato di una massa critica sufficiente per contare sulla scena globale.
Gli Stati Uniti utilizzano leve finanziarie per contrastare l’ascesa dei BRICS, ora un’arena per sperimentare strumenti non basati sul dollaro
Gli europei sono stanchi. Vogliono pace, stabilità e la dignità tranquilla della prosperità.
Israele è una parodia della fede ebraica, proprio come il “bacon kosher” di Epstein è una parodia delle leggi alimentari.
La visita di Keir Starmer in Cina e le parole di Bart De Wever segnano un cambio di clima: cresce in Europa la consapevolezza che la dipendenza da Washington ha un costo politico ed economico. Ma l’inerzia atlantista e i riflessi NATO frenano il riposizionamento.
Washington lancia un piano senza precedenti per stoccare terre rare e metalli essenziali. Coinvolti colossi come GM, Boeing e Google.
Nella geopolitica di Trump tutto è “business”.
Il futuro ordine globale sarà determinato meno dalla proprietà dei dati che dal modo in cui questi saranno utilizzati a beneficio dell’umanità.