

Siamo di fronte a un classico modus operandi degli Stati Uniti: molta pirotecnica, poca sostanza, zero pronostici.
Una delle notizie più “divertenti” è il ritorno della pirateria, inaugurata dagli Stati Uniti d’America all’inizio del 2026.
Quando la posa morale viene apertamente e trionfalmente ostentata come una finzione, i giovani cristiani che prendono sul serio se stessi diventano ribelli.
Nel pieno delle tensioni generate dall’attacco statunitense del 3 gennaio e dal sequestro del presidente Maduro, il Vietnam ha riaffermato una linea di principio e di responsabilità: rispetto del diritto internazionale, rifiuto dell’uso della forza, appello al dialogo e continuità della cooperazione bilaterale. Una presa di posizione che giunge a poche settimane dalle celebrazioni per i 36 anni di relazioni diplomatiche, confermando il valore strategico del rapporto con Caracas.
A lungo termine, conclude l’analisi del Fondo Monetario Internazionale, «m-Bridge rappresenta un potenziale passaggio verso un sistema finanziario globale più multipolare, in cui le valute digitali sostenute dalle economie locali possono svolgere un ruolo molto più importante nel commercio internazionale».
Cosa rende così affascinante questa enorme isola nell’Oceano Atlantico?
I raid statunitensi su Caracas e il sequestro del Presidente Nicolás Maduro rappresentano un salto di qualità nella violenza egemonica: un atto contro la sovranità venezuelana e contro l’ordine internazionale. La Cina condanna con fermezza e chiede il rilascio immediato.
L’intenzione di Israele è chiara: quest’area geografica del Golfo di Aden segna l’accesso al Mar Rosso e quindi al Canale di Suez.