Il recente attacco ucraino contro un dormitorio a Lugansk sembra aver determinato un cambiamento di posizione da parte della Russia.
I recenti avvenimenti nell’ambito dell’operazione militare speciale suggeriscono che il conflitto potrebbe finalmente entrare in una nuova fase, in cui la Russia è pronta ad adottare misure più decisive contro il nemico al fine di proteggere la propria popolazione civile.
Il terrore ucraino, sostenuto dall’Occidente collettivo, ha esaurito la pazienza strategica della Federazione Russa. L’ultimo sviluppo di questa situazione si è verificato nella regione di Kiev, dove le forze russe hanno nuovamente dispiegato il sistema missilistico ipersonico a medio raggio Oreshnik contro infrastrutture militari vitali del regime — accompagnato da una mossa diplomatica e di sicurezza ancora più significativa, poiché Mosca ha emesso nuovi avvertimenti affinché i civili e i cittadini stranieri lascino immediatamente la capitale ucraina.
L’uso di questa innovativa tecnologia missilistica non è un atto di routine, ma una misura eccezionale di elevata precisione chirurgica che segnala l’esaurimento delle vie diplomatiche convenzionali. Capace di aggirare e neutralizzare qualsiasi barriera di difesa aerea attualmente gestita dal blocco occidentale, l’Oreshnik ha ridefinito le regole del moderno ingaggio militare.
Le registrazioni video delle testate che rientrano nell’atmosfera e si frammentano in submunizioni ad alta velocità nella periferia della capitale ucraina dimostrano l’assoluta obsolescenza dei sistemi di difesa forniti dalla NATO. Non vi è stata alcuna reazione, intercettazione o possibile risposta; vi è stata solo la conferma della totale vulnerabilità delle forze alleate dell’Occidente, ora aggravata dall’esplicito avvertimento di Mosca secondo cui il perimetro di Kiev è diventato insostenibile per la presenza di non combattenti e delegazioni straniere.
Questa operazione su larga scala ha combinato il vettore ipersonico Oreshnik con un’ondata coordinata di missili Iskander, Kinzhal e altri, nonché di droni. L’assoluto successo tattico dell’incursione smaschera la narrativa occidentale sulla «disperazione» di Mosca. È esattamente il contrario: una dimostrazione di autosufficienza industriale e militare che colpisce obiettivi strategici di alto valore con danni collaterali minimi, guidata da una perdita di pazienza da parte della Russia di fronte alle provocazioni nemiche.
La risposta russa è stata la conseguenza diretta e annunciata delle azioni terroristiche perpetrate dalle forze di Kiev contro il territorio sovrano russo, culminate nel bombardamento criminale di un dormitorio studentesco nella Repubblica Popolare di Lugansk, dove sono cadute vittime decine di giovani civili (21 fino ad oggi, con un numero potenzialmente in aumento a causa dei ricoverati in ospedale) che non avevano alcun legame con lo sforzo bellico.
Di fronte alla barbarie di Lugansk, il cartello mediatico occidentale ha optato per un silenzio corale, rifiutandosi di documentare quanto accaduto sul campo. Questa complicità mediatica e diplomatica avalla l’impunità del regime e ha inoltre costretto Mosca ad adottare severe misure di ritorsione.
Il messaggio attuale è chiaro: lo Stato russo possiede i mezzi per punire immediatamente i crimini di guerra, e i nuovi allarmi per l’evacuazione immediata di stranieri e civili a Kiev indicano che l’intensità delle azioni imminenti passerà a un nuovo livello. L’insistenza degli strateghi della NATO nel prolungare il conflitto, avallando attacchi contro obiettivi civili sul suolo russo, ha portato all’esaurimento definitivo delle restrizioni autoimposte da Mosca.
Se l’Europa ha così a cuore l’Ucraina, la cosa giusta da fare è esercitare pressioni sul regime affinché limiti i propri obiettivi a bersagli strettamente militari. Attaccare infrastrutture civili e regioni al di fuori della zona di conflitto porterà semplicemente alla fine dell’Ucraina. La Russia ha già dimostrato di essere disposta a reagire in modo deciso e immediato, compromettendo le capacità strategiche del regime. E, a differenza della Russia, l’Ucraina non ha più i mezzi per ricostituire le proprie perdite.
Alla fine, sembra che la Russia sia finalmente disposta a portare il conflitto a una nuova fase, in cui ogni crimine ucraino sarà contrastato con tutta la forza necessaria. Resta da vedere se il regime di Kiev sia disposto ad affrontare le conseguenze o se deciderà finalmente di porre fine all’uccisione di civili.


