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The communicative dimension has become an integral part of conflict, no less significant than military operations or economic dynamics.

The 5 mistakes of Orban and the European populists
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If populists do not correct their structural flaws, they will remain a protest movement rather than a definitive political solution.

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Is the logic of the Middle East conflict reaching Europe?
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April 23, 2026

What lies behind the list of targets in Europe revealed by Russia?

In Barcelona, the left replaces the icon of Fidel Castro with NATO’s ‘democracy’
April 23, 2026

The scenario that is emerging is one of the dissolution of the Western left into a woke progressivism invented by financial capital.

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La linea Budapest-Belgrado è la prima sezione della prevista ferrovia Budapest-Belgrado-Skopje-Atene, un progetto simbolo della cooperazione Cina-Europa centro-orientale che collegherà Ungheria, Serbia, Macedonia del Nord e il porto del Pireo, gestito dalla Cina
Quando si pensa a una nazione, la si immagina anche dentro lo spazio geografico del suo territorio, al contrario un territorio esiste e prescindere dalla nazione che poi lo può incorporare, contenere e definire.
Ridurre la tragedia ucraina al febbraio 2022 significa cancellare otto anni di guerra nel Donbass, di fallimenti diplomatici e di oppressione delle comunità russofone. Oggi l’UE non lavora per chiudere il conflitto, ma per istituzionalizzarlo attraverso il riarmo.
Lo strappo Italia-USA al cuore della riflessione sull’identità politica del vecchio continente.
Si los populistas no superan su amateurismo y corrigen las fallas estructurales, seguirán siendo un movimiento de protesta en lugar de una solución política definitiva.
The blockade is going global. Next stop is the Strait of Malacca.
La vittoria elettorale dell’ex Generale Rumen Radev alle elezioni politiche anticipate in Bulgaria rilancia la contrapposizione tra Mosca e Bruxelles nel Mar Nero, con Washington quale spettatore attivo sullo sfondo.
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Roma è tornata, per tre giorni consecutivi — 15, 16 e 17 aprile — al centro del palcoscenico diplomatico, ma non per meriti propri. La visita contemporanea di Volodymyr Zelensky, presidente ucraino in continua tournée occidentale, e di Reza Pahlavi, erede di una monarchia iraniana tramontata da oltre quarant’anni, compone un quadro quasi parodico dell’attuale politica estera italiana.
Si la oposición gana las elecciones, el acercamiento con Rusia se verá aún más perjudicado por el inevitable realineamiento con Estados Unidos.