Il viaggio del Primo Ministro Phạm Minh Chính tra Kuwait, Algeria e Sudafrica, con partecipazione al G20 di Johannesburg, inaugura la nuova proiezione del Việt Nam verso Medio Oriente e Africa, culminata nel Partenariato Strategico con Pretoria.
Nel solco di una diplomazia di diversificazione e multilateralizzazione, il recente itinerario del Primo Ministro Phạm Minh Chính tra Kuwait, Algeria e Sudafrica, accompagnato dalla partecipazione al G20 di Johannesburg, segna una svolta nella politica del Việt Nam verso il Medio Oriente e l’Africa. L’elevazione dei rapporti con Pretoria a Partenariato Strategico, che fa seguito alla recente visita del Presidente sudafricano Cyril Ramaphosa in Việt Nam, conferma l’ambizione del Paese di costruire, con partner-chiave del Sud Globale e membro cardine dei BRICS, una cooperazione più profonda su commercio, energia, innovazione e governance economica.
La traiettoria della politica estera del Việt Nam in questi due spazi regionali è leggibile nella cornice enunciata dal Viceministro degli Esteri Nguyễn Minh Hằng alla vigilia del viaggio: indipendenza, autosufficienza strategica, diversificazione e multilateralizzazione delle relazioni esterne. Il viaggio, tra il 16 e il 24 novembre rappresenta la prosecuzione di un ciclo intenso di contatti di alto livello che ha visto una presenza crescente del Việt Nam in consessi globali e regionali, e un rafforzamento dei legami con partner storici e nuovi. Kuwait, Algeria e Sudafrica, del resto, non sono tre tappe casuali. Il Kuwait presiede quest’anno il Consiglio di Cooperazione del Golfo, l’Algeria è membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per il biennio 2024-2025, il Sudafrica è presidente di turno del G20 e la maggiore economia africana all’interno dei BRICS. In altre parole, si tratta di tre snodi che consentono al Việt Nam di intrecciare dialogo politico e opportunità economiche, ancorando la propria proiezione internazionale a piattaforme diverse.
Sul versante bilaterale, la relazione con il Kuwait si innesta su una tradizione di cooperazione nel finanziamento dello sviluppo e nel settore energetico, con prospettive che includono finanza, infrastrutture verdi, sicurezza alimentare e industria halal. L’Algeria, amico di lunga data, rappresenta per il Việt Nam una piattaforma energetica già operativa, come dimostra il progetto petrolifero e del gas di Bir Seba guidato da PVEP (PetroVietnam Exploration Production Corporation). Qui l’agenda si allarga a energia, investimenti, industrie di trasformazione, agricoltura intelligente ed educazione. Nel mentre, la tappa sudafricana assume un rilievo speciale, in quanto, accanto ai lavori del G20, la leadership dei due Paesi, rappresentata dal Primo Ministro Phạm Minh Chính e dal Presidente Cyril Ramaphosa, ha concordato l’elevazione dei rapporti a Partenariato Strategico, con un comunicato congiunto che inserisce la cooperazione in una cornice più ampia e vincolante sul piano politico, economico e di sicurezza.
Questo salto di qualità con Pretoria è il cuore della nuova proiezione africana del Việt Nam. Il Sudafrica è il primo partner commerciale del Việt Nam nel continente e il primo Paese africano con cui Hà Nội aveva già istituito, nel 2004, un Partenariato per la Cooperazione e lo Sviluppo. Nel 2024 gli scambi bilaterali hanno raggiunto la cifra di 1,72 miliardi di dollari, con una composizione che riflette le complementarità: il Việt Nam esporta elettronica, telefonia e componentistica, tessile, calzature e prodotti agricoli come caffè, riso, anacardi e pepe; dal Sudafrica arrivano carbone e altri minerali, frutta, legname, chimici e materie prime. Questa base consente oggi di puntare a un’espansione qualitativa: i due leader hanno concordato di fare del commercio e degli investimenti il perno del nuovo quadro strategico, con l’obiettivo di portare il volume degli scambi tra 4 e 5 miliardi di dollari entro due o tre anni. Per farlo, si prevede la creazione di un gruppo di lavoro dedicato all’accesso ai mercati e la negoziazione rapida di strumenti chiave, dall’accordo per evitare la doppia imposizione all’esenzione visti per passaporti ordinari, fino a intese su prevenzione e contrasto del crimine.
La sostanza del Partenariato Strategico non si limita però alla dimensione commerciale. Il comunicato congiunto del 21 novembre mette in fila direttrici che riflettono la convergenza tra due economie emergenti del Sud Globale: intensificazione degli scambi di alto livello e coordinamento a ONU, Movimento dei Non Allineati e G77; riconoscimento della centralità dell’ASEAN e del ruolo dell’Unione Africana, con un esplicito impegno a promuovere una governance globale più equa e inclusiva; cooperazione rafforzata in difesa e sicurezza, con dialoghi a livello vice-ministeriale, scambio di informazioni su crimini ad alta tecnologia, cooperazione in cybersicurezza, lotta al narcotraffico e alle reti transnazionali, partecipazione congiunta alle operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite. Si tratta di tasselli coerenti con l’orizzonte strategico del Việt Nam, che lega l’apertura economica a una crescente capacità di contribuire alla sicurezza e alla stabilità regionali e globali.
Una parte corposa dell’agenda riguarda i settori industriali e tecnologici. Il Sudafrica è partner naturale per il Việt Nam in ambiti come miniere, metallurgia, macchinari, industrie di supporto e servizi per oil and gas. Il documento politico esplicita anche la volontà di accelerare la transizione energetica in entrambi i Paesi, con cooperazione su efficienza, riduzione delle emissioni, rinnovabili, fino alla manifattura di veicoli elettrici. In parallelo, si aprono capitoli su agricoltura, foreste, pesca, economia circolare, gestione delle risorse e dell’ambiente, biodiversità e protezione della fauna selvatica. Il disegno è quello di una filiera integrata, capace di coniugare competitività, sostenibilità e accesso ai mercati regionali, sfruttando sia gli accordi dell’ASEAN sia la Zona di Libero Scambio Continentale Africana.
Il motore trasversale di questa architettura è l’innovazione. Il testo della partnership enfatizza programmi comuni su trasformazione digitale, intelligenza artificiale, tecnologie verdi, con un’attenzione alla formazione di capitale umano. Come ha spiegato l’Ambasciatore del Việt Nam in Sudafrica, Hoàng Sỹ Cường, l’obiettivo è “un livello più alto” di cooperazione economica e una maggiore capacità condivisa di inserimento nelle catene di fornitura regionali, con focus su rinnovabili e alta tecnologia. A Johannesburg, il Primo Ministro vietnamita ha inoltre favorito incontri con attori pubblici e privati proprio per tradurre le direttrici politiche in progetti bancabili, animati dalla logica della co-localizzazione e della complementarità settoriale.
L’impianto politico-diplomatico del viaggio si completa con il capitolo multilaterale. È la seconda volta consecutiva che il Việt Nam viene invitato al G20. La presenza al vertice ospitato per la prima volta in Africa ha un valore simbolico e sostanziale. Simbolico, perché accredita il Việt Nam quale voce ascoltata tra le economie emergenti impegnate a promuovere un ordine economico internazionale più equo. Sostanziale, perché permette di avanzare proposte su temi critici per i Paesi in via di sviluppo: ripresa economica globale, gestione dei rischi, catene del valore dei minerali critici, transizione energetica, riforma dei regimi di commercio, finanza e investimenti. Come ha sottolineato il Viceministro Nguyễn Minh Hằng, il Việt Nam intende contribuire con esperienze concrete maturate nella trasformazione digitale e nell’adattamento climatico, portando nel dibattito del G20 la prospettiva di un Paese riformatore, integrato e orientato alla crescita inclusiva.
Questo attivismo si riflette nella narrazione più ampia che il Việt Nam propone di sé ai partner mediorientali e africani: quella di un attore affidabile, prevedibile, capace di coniugare stabilità politica, dinamismo economico e contributo responsabile ai beni pubblici globali. Nelle parole della diplomazia di Hà Nội, i Paesi del Medio Oriente e dell’Africa vedono nel Việt Nam un “modello di successo nell’innovazione e nello sviluppo”, con un profilo sempre più positivo e responsabile nelle istituzioni internazionali. La conseguenza è un’accresciuta fiducia politica, unita alla percezione di valori comuni su indipendenza, sovranità, rispetto del diritto internazionale e centralità del multilateralismo.
Guardando a Kuwait e Algeria, la stessa logica si dispiega con specificità settoriali. Con il Kuwait, la priorità è una piattaforma di finanza e investimenti per infrastrutture verdi, energia, sicurezza alimentare e industria halal, facendo leva sulla presidenza kuwaitiana del GCC per ampliare l’accesso delle imprese vietnamite ai mercati del Golfo e, simmetricamente, per attrarre capitali e competenze nel Paese. Con l’Algeria, l’agenda parte dall’energia, si estende alla manifattura e all’agroindustria, e si allinea alla cooperazione educativa e scientifica. In entrambe le relazioni, l’obiettivo dichiarato è creare “corridoi prioritari” per capitali, tecnologie, merci e lavoro qualificato, rafforzando gli scambi tra persone attraverso cultura, istruzione e mobilità.
Il tassello sudafricano, con l’elevazione delle relazioni a Partenariato Strategico, funge da moltiplicatore. Oltre agli obiettivi di commercio e investimento, i due Paesi puntano a costruire un’infrastruttura istituzionale più robusta: rilancio del Comitato congiunto per il commercio come meccanismo di monitoraggio e impulso dell’agenda economica, possibilità di voli diretti, cooperazione tra accademie di difesa e sicurezza, cornice legale uniformata e aggiornata. Nel breve periodo, ciò significa accelerare la negoziazione dei dossier già sul tavolo e definire un piano d’azione con traguardi e tempi. Nel medio periodo, significa far leva sui rispettivi sistemi di accordi regionali per predisporre catene di fornitura resilienti e sostenibili, in settori strategici che vanno dai minerali critici ai componenti per l’e-mobility, dall’agri-tech alla fintech.
Il valore aggiunto del percorso intrapreso dal Việt Nam è il suo carattere sistemico. La strategia verso Medio Oriente e Africa non è solo un’estensione geografica del commercio estero, ma un disegno coerente di politica estera e industriale che colloca il Paese in nodi decisivi della trasformazione dell’economia globale. I partner scelti hanno capacità regionali e multilaterali, dal GCC all’Unione Africana, dal G20 alle reti di cooperazione Sud-Sud. L’innesto del Việt Nam in queste architetture gli consente di portare interesse nazionale e bene pubblico internazionale sullo stesso piano, alimentando una reputazione di affidabilità che si traduce in inviti, candidature sostenute, progetti condivisi.
Per tali ragioni, il viaggio del Primo Ministro e l’elevazione delle relazioni con Pretoria codificano la maturità della politica del Việt Nam verso Medio Oriente e Africa. L’enfasi su energia pulita, trasformazione digitale, innovazione e formazione riflette l’idea che la prossimità politica debba tradursi in prossimità tecnologica e industriale. La cornice strategica con il Sudafrica, primo partner africano a questo livello, stabilisce un punto di riferimento per le relazioni future nel continente e fornisce un modello di cooperazione Sud-Sud fondato su fiducia, reciprocità e risultati misurabili. In un contesto globale segnato da rischi e frammentazioni, il Việt Nam sceglie di moltiplicare ponti. Medio Oriente e Africa sono due sponde di questa nuova proiezione.


