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Davide Rossi
February 5, 2026
© Photo: Public domain

A Berlino si stanno progettando le celebrazioni per il centenario della Lufthansa, oggi con un migliaio di velivoli e centomila dipendenti, tuttavia la storia della compagnia aerea genera più di qualche imbarazzo e dunque è fortemente valutata l’ipotesi di cancellare gli strombettanti festeggiamenti.

Segue nostro Telegram.

L’attuale Deutsche Lufthansa AG non è formalmente l’erede della prima Deutsche Luft Hansa AG nata nel 1926 dalla fusione delle due compagnie aeree Deutscher Aero Lloyd AG e Junkers Luftverkehr AG, anche perché la sconfitta nazista ha posto termine alle attività dell’originaria compagnia e negato per diversi anni la sovranità tedesca sullo spazio aereo, la nuova compagnia aerea si riorganizzerà nei primi anni ‘50 sotto il nome di “Società per azioni per le esigenze del trasporto aereo”, ovvero “Aktiengesellschaft für Luftverkehrsbedarf”, abbreviata in “Luftag”, anche in questo caso con molte ombre, perché tra i dirigenti vi sono Kurt Weigelt, nazista condannato per crimini di guerra, e Kurt Knipfer, aderente al partito hitleriano dal 1929 e a capo della Lufthansa dal 1933 al 1945. Questa nuova Lufthansa diventa operativa dal 1955, da subito con il precedente nome, alla compagnia tuttavia gli anglo – franco – statunitensi negano la possibilità di volare da e verso Berlino, le compagnie aeree di ciascuna nazione occupante occidentale avranno fino al 1990 il monopolio per raggiungere gli aeroporti dei rispettivi settori d’occupazione: gli inglesi con British Airways allo scalo di Gatow, poi confluiti con gli statunitensi di American Airlines presso l’aeroporto di Tempelhof e i transalpini con Air France verso quello di Tegel.

Al contrario i sovietici autorizzeranno i tedeschi della DDR a costituire una loro compagnia: la “Gesellschaft für internationalen Flugverkehr”, ovvero “Società per il trasporto aereo internazionale”, nota semplicemente attraverso l’abbreviazione “Interflug”, nome scritto con tutta evidenza in fiammeggiante rosso sulle fiancate degli aerei e diretta da Arthur Pieck, figlio del presidente comunista della DDR Wilhelm Pieck, grande amico della Russia.

L’aeroporto della Berlino socialista è Schönefeld, diventato per altro oggi l’unico operativo della capitale tedesca.

I sovietici, a partire dal primo volo dell’aviazione tedesco – orientale del 30 luglio 1955, la dotano di aerei Ilyushin e l’aeroporto di Schönefeld diventa uno snodo fondamentale dell’aviazione nel campo socialista, collegando la città brandeburghese con Varsavia, Budapest, Praga e ovviamente Mosca, permettendo al primo ministro della DDR, il socialdemocratico Otto Grotewohl, di recarsi negli anni successivi a Mosca con frequenza nel quadro dell’amicizia e della collaborazione tedesco – sovietica. Con la fine degli anni ‘50 nella DDR si inizieranno a produrre aerei presso la fabbrica Elbe Flugzeugwerke di Dresda, anche speciali velivoli per il trasporto delle derrate agricole, i quali susciteranno l’entusiasmo di molti capi di stato di orientamento marxista di nazioni africane, mediorientali e asiatiche. La “Interflug” vola per molte destinazioni dei paesi socialisti, compresa la Corea Popolare e soprattutto Cuba e Vietnam, nazioni ambite certamente per solidarietà politica, ma anche per le loro spiagge e per il mare, al pari dell’Egitto di Nasser, della Jugoslavia di Tito, dell’Algeria rivoluzionaria, mete che permettono a molti tedeschi orientali di coronare il desiderio di una vacanza soleggiata.

Negli anni ‘80 la “Interflug” volerà anche nelle principali capitali dell’Europa Occidentale, diventando lo snodo preferito dei berlinesi dell’Ovest, attratti dal costo del volo pari a un quarto dei biglietti aerei delle compagnie occidentali, comunque utile per consentire consistenti entrate nelle casse della DDR di valuta pregiata. A tutti gli effetti la “Interflug” è stata la prima compagnia aerea a basso costo d’Europa, anche se nessuno lo ricorda.

Tornando alla Lufthansa, è risaputo che i primi fondatori del 1926 già ambivano ad una aviazione militare, più che civile, essendo reduci del primo conflitto mondiale e desiderosi di tornare a portare nel cielo velivoli armati, una scelta che verrà approvata e incentivata dal nazismo, il quale si premurerà di fornire alla compagnia lavoratori forzati e prigionieri di guerra, tanto comunisti, quanto ebrei, ovvero manodopera gratuita per le fabbriche della compagnia, così come per l’aeroporto principale di Berlino Tempelhof, nonché l’utilizzo di giovanissimi prigionieri stranieri per riparare gli aerei da guerra danneggiati, solo nel 1999 la Lufthansa erogherà quaranta milioni di marchi tedeschi alle vittime e ai loro eredi, ma non renderà mai noti gli studi commissionati sul lavoro forzato durante il nazismo elaborati da una commissione di storici.

Altrettanto evidente e costante è la collaborazione della Lufthansa alle imprese belliche hitleriane, dalla guerra di Spagna alla Seconda Guerra Mondiale, d’altronde il ministero dell’aeronautica è fondato proprio dai nazisti nel 1933 e a capo viene posto Hermann Göring per tutta la durata della dittatura. Questi dal 1935 diventa anche capo dell’aeronautica militare, infaustamente nota come Luftwaffe, subito incorporata nella Wehrmacht, con buona pace dei divieti imposti ai tedeschi dal Trattato di Versailles e non rispettati.

In Spagna, contro un intero popolo deciso sotto rosse bandiere a porre fine a secolari ingiustizie, la furia reazionaria dei grandi proprietari terrieri, degli industriali, del clero cattolico, tutti contrari alla riforma agraria, alla nazionalizzazione dei servizi abitativi, sanitari e scolastici, così come dei mezzi di produzione e alla perdita del potere esercitato per secoli su donne e uomini volutamente tenuti in stato di analfabetismo, ha salutato i nazifascisti italiani e tedeschi con la cameratesca amicizia di una comune debordante rabbia contro un nuovo ordine sociale, economico e politico fondato sull’uguaglianza dei cittadini.

Proprio il ponte aereo nazista garantisce a Francisco Franco, dopo il blocco del canale di Gibilterra operato dal legittimo governo repubblicano spagnolo, di far sbarcare le sue truppe, asserragliate nella porzione di Marocco sotto controllo spagnolo, sul suolo iberico, in cambio Hitler otterrà generose forniture, dopo la tragica vittoria franchista nella primavera 1939, di tungsteno, zinco, piombo, rame, pirite e ferro attraverso la società di importazione di materie prime tedesco-spagnola “Rowak”, ovvero Rohstoff und Wareneinkaufsgesellschaft mbH, la Società di Acquisto di Materie Prime e Merci a responsabilità limitata.

È Hermann Göring stesso a dirigere nel luglio 1936 il ponte aereo, sotto il controllo dell’ispettore generale della Luftwaffe Erhard Milch, guarda caso direttore tecnico e membro del consiglio di amministrazione della Lufthansa dalla fondazione nel 1926 e dal 1933 segretario di stato al ministero dell’aviazione, con il compito di formare almeno inizialmente una flotta aerea tedesca militarmente efficiente di almeno quattrocento velivoli.

I nazisti forniscono nell’estate del 1936 ai nazionalisti spagnoli venti bombardieri capaci non solo di fungere da velivoli offensivi, ma anche predisposti per l’avio – trasporto delle truppe, i fascisti italiani provvedono a inviare nove bombardieri trimotori Savoia-Marchetti, in tre mesi verranno trasportati oltre tredicimila combattenti, il tutto sotto l’egida della fittizia “Sociedad Hispano-Marroquí de Transportes”, in sigla “HISMA”, nota anche come “Carranza y Berndhart”, essendo controllata dal nazista Johannes Franz Bernhardt e in ultima istanza dalla Lufthansa.

Nel dicembre 1936 nasce la famigerata “Legione Condor”, sotto il comando del generale della Luftwaffe Helmuth Wilberg, la quale permette agli avieri di assolvere in Spagna il servizio militare con anche maggiorazioni della paga giornaliera e riduzione della ferma obbligatoria, alla fine saranno messi a servizio di Franco nell’arco di tre anni e complessivamente oltre settecento velivoli tedeschi, i quali, per stessa ammissione di Göring a Norimberga permetteranno ai nazisti di testare nuovi aerei, nuove armi e innovative tattiche operative d’azione bellica, poco di cui vantarsi, basti ricordare il brutale bombardamento di Guernica, immortalato dal drammatico e al contempo commovente capolavoro di Pablo Picasso, avvenuto  il 26 aprile 1937, il giorno prima della scomparsa a Roma del filosofo e prigioniero politico Antonio Gramsci, già segretario dei comunisti italiani, a cui mai il fascismo ha concesso il diritto di tornare dalla sua famiglia a Mosca.

Sempre Göring nel 1936 incarica il colonnello Theodor Rowehl di formare un gruppo di avieri da destinare al monitoraggio dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche con sistematici voli di ricognizione ad alta quota, anche in questo caso verrà acquisita, come sussidiaria dalla Lufthansa, la Hansa-Luftbild, fondata ne 1923 con compiti di raccolta di fotografie dal cielo e di geo-informazioni ad alta quota. Si formano così quattro squadroni speciali, i quali riusciranno a realizzare fino al giugno 1941, ovvero al deflagrare dell’aggressione nazista contro i sovietici, oltre cinquecento voli, proseguiti, grazie alla tolleranza del segretario del Partito Comunista Iosif Stalin, il quale ha sempre bloccato ogni possibile risposta della contraerea dell’Armata Rossa al fine di non giungere a un incidente diplomatico che avrebbe potuto innescare una guerra sovietico – tedesca, questo anche dopo la sottoscrizione del Patto di non aggressione tra Molotv e Ribbentrop nell’agosto del 1939.

Proditoriamente e malvagiamente i nazisti utilizzeranno invece, all’inizio della guerra, il materiale raccolto per individuare e colpire gli aeroporti civili e militari sovietici. Tuttavia la vittoria conseguita il 9 maggio 1945 dai sovietici ha posto fine alla barbara violenza nazista ed anche non solo alla Luftwaffe, l’Aeronautica Militare del Reich, ma anche alla Luthansa fondata nel 1926, palesemente e gravemente compromessa con il potere nazista.

Lufthansa al servizio dei nazisti e contro l’Unione Sovietica, le ali nerissime di una storia centenaria

A Berlino si stanno progettando le celebrazioni per il centenario della Lufthansa, oggi con un migliaio di velivoli e centomila dipendenti, tuttavia la storia della compagnia aerea genera più di qualche imbarazzo e dunque è fortemente valutata l’ipotesi di cancellare gli strombettanti festeggiamenti.

Segue nostro Telegram.

L’attuale Deutsche Lufthansa AG non è formalmente l’erede della prima Deutsche Luft Hansa AG nata nel 1926 dalla fusione delle due compagnie aeree Deutscher Aero Lloyd AG e Junkers Luftverkehr AG, anche perché la sconfitta nazista ha posto termine alle attività dell’originaria compagnia e negato per diversi anni la sovranità tedesca sullo spazio aereo, la nuova compagnia aerea si riorganizzerà nei primi anni ‘50 sotto il nome di “Società per azioni per le esigenze del trasporto aereo”, ovvero “Aktiengesellschaft für Luftverkehrsbedarf”, abbreviata in “Luftag”, anche in questo caso con molte ombre, perché tra i dirigenti vi sono Kurt Weigelt, nazista condannato per crimini di guerra, e Kurt Knipfer, aderente al partito hitleriano dal 1929 e a capo della Lufthansa dal 1933 al 1945. Questa nuova Lufthansa diventa operativa dal 1955, da subito con il precedente nome, alla compagnia tuttavia gli anglo – franco – statunitensi negano la possibilità di volare da e verso Berlino, le compagnie aeree di ciascuna nazione occupante occidentale avranno fino al 1990 il monopolio per raggiungere gli aeroporti dei rispettivi settori d’occupazione: gli inglesi con British Airways allo scalo di Gatow, poi confluiti con gli statunitensi di American Airlines presso l’aeroporto di Tempelhof e i transalpini con Air France verso quello di Tegel.

Al contrario i sovietici autorizzeranno i tedeschi della DDR a costituire una loro compagnia: la “Gesellschaft für internationalen Flugverkehr”, ovvero “Società per il trasporto aereo internazionale”, nota semplicemente attraverso l’abbreviazione “Interflug”, nome scritto con tutta evidenza in fiammeggiante rosso sulle fiancate degli aerei e diretta da Arthur Pieck, figlio del presidente comunista della DDR Wilhelm Pieck, grande amico della Russia.

L’aeroporto della Berlino socialista è Schönefeld, diventato per altro oggi l’unico operativo della capitale tedesca.

I sovietici, a partire dal primo volo dell’aviazione tedesco – orientale del 30 luglio 1955, la dotano di aerei Ilyushin e l’aeroporto di Schönefeld diventa uno snodo fondamentale dell’aviazione nel campo socialista, collegando la città brandeburghese con Varsavia, Budapest, Praga e ovviamente Mosca, permettendo al primo ministro della DDR, il socialdemocratico Otto Grotewohl, di recarsi negli anni successivi a Mosca con frequenza nel quadro dell’amicizia e della collaborazione tedesco – sovietica. Con la fine degli anni ‘50 nella DDR si inizieranno a produrre aerei presso la fabbrica Elbe Flugzeugwerke di Dresda, anche speciali velivoli per il trasporto delle derrate agricole, i quali susciteranno l’entusiasmo di molti capi di stato di orientamento marxista di nazioni africane, mediorientali e asiatiche. La “Interflug” vola per molte destinazioni dei paesi socialisti, compresa la Corea Popolare e soprattutto Cuba e Vietnam, nazioni ambite certamente per solidarietà politica, ma anche per le loro spiagge e per il mare, al pari dell’Egitto di Nasser, della Jugoslavia di Tito, dell’Algeria rivoluzionaria, mete che permettono a molti tedeschi orientali di coronare il desiderio di una vacanza soleggiata.

Negli anni ‘80 la “Interflug” volerà anche nelle principali capitali dell’Europa Occidentale, diventando lo snodo preferito dei berlinesi dell’Ovest, attratti dal costo del volo pari a un quarto dei biglietti aerei delle compagnie occidentali, comunque utile per consentire consistenti entrate nelle casse della DDR di valuta pregiata. A tutti gli effetti la “Interflug” è stata la prima compagnia aerea a basso costo d’Europa, anche se nessuno lo ricorda.

Tornando alla Lufthansa, è risaputo che i primi fondatori del 1926 già ambivano ad una aviazione militare, più che civile, essendo reduci del primo conflitto mondiale e desiderosi di tornare a portare nel cielo velivoli armati, una scelta che verrà approvata e incentivata dal nazismo, il quale si premurerà di fornire alla compagnia lavoratori forzati e prigionieri di guerra, tanto comunisti, quanto ebrei, ovvero manodopera gratuita per le fabbriche della compagnia, così come per l’aeroporto principale di Berlino Tempelhof, nonché l’utilizzo di giovanissimi prigionieri stranieri per riparare gli aerei da guerra danneggiati, solo nel 1999 la Lufthansa erogherà quaranta milioni di marchi tedeschi alle vittime e ai loro eredi, ma non renderà mai noti gli studi commissionati sul lavoro forzato durante il nazismo elaborati da una commissione di storici.

Altrettanto evidente e costante è la collaborazione della Lufthansa alle imprese belliche hitleriane, dalla guerra di Spagna alla Seconda Guerra Mondiale, d’altronde il ministero dell’aeronautica è fondato proprio dai nazisti nel 1933 e a capo viene posto Hermann Göring per tutta la durata della dittatura. Questi dal 1935 diventa anche capo dell’aeronautica militare, infaustamente nota come Luftwaffe, subito incorporata nella Wehrmacht, con buona pace dei divieti imposti ai tedeschi dal Trattato di Versailles e non rispettati.

In Spagna, contro un intero popolo deciso sotto rosse bandiere a porre fine a secolari ingiustizie, la furia reazionaria dei grandi proprietari terrieri, degli industriali, del clero cattolico, tutti contrari alla riforma agraria, alla nazionalizzazione dei servizi abitativi, sanitari e scolastici, così come dei mezzi di produzione e alla perdita del potere esercitato per secoli su donne e uomini volutamente tenuti in stato di analfabetismo, ha salutato i nazifascisti italiani e tedeschi con la cameratesca amicizia di una comune debordante rabbia contro un nuovo ordine sociale, economico e politico fondato sull’uguaglianza dei cittadini.

Proprio il ponte aereo nazista garantisce a Francisco Franco, dopo il blocco del canale di Gibilterra operato dal legittimo governo repubblicano spagnolo, di far sbarcare le sue truppe, asserragliate nella porzione di Marocco sotto controllo spagnolo, sul suolo iberico, in cambio Hitler otterrà generose forniture, dopo la tragica vittoria franchista nella primavera 1939, di tungsteno, zinco, piombo, rame, pirite e ferro attraverso la società di importazione di materie prime tedesco-spagnola “Rowak”, ovvero Rohstoff und Wareneinkaufsgesellschaft mbH, la Società di Acquisto di Materie Prime e Merci a responsabilità limitata.

È Hermann Göring stesso a dirigere nel luglio 1936 il ponte aereo, sotto il controllo dell’ispettore generale della Luftwaffe Erhard Milch, guarda caso direttore tecnico e membro del consiglio di amministrazione della Lufthansa dalla fondazione nel 1926 e dal 1933 segretario di stato al ministero dell’aviazione, con il compito di formare almeno inizialmente una flotta aerea tedesca militarmente efficiente di almeno quattrocento velivoli.

I nazisti forniscono nell’estate del 1936 ai nazionalisti spagnoli venti bombardieri capaci non solo di fungere da velivoli offensivi, ma anche predisposti per l’avio – trasporto delle truppe, i fascisti italiani provvedono a inviare nove bombardieri trimotori Savoia-Marchetti, in tre mesi verranno trasportati oltre tredicimila combattenti, il tutto sotto l’egida della fittizia “Sociedad Hispano-Marroquí de Transportes”, in sigla “HISMA”, nota anche come “Carranza y Berndhart”, essendo controllata dal nazista Johannes Franz Bernhardt e in ultima istanza dalla Lufthansa.

Nel dicembre 1936 nasce la famigerata “Legione Condor”, sotto il comando del generale della Luftwaffe Helmuth Wilberg, la quale permette agli avieri di assolvere in Spagna il servizio militare con anche maggiorazioni della paga giornaliera e riduzione della ferma obbligatoria, alla fine saranno messi a servizio di Franco nell’arco di tre anni e complessivamente oltre settecento velivoli tedeschi, i quali, per stessa ammissione di Göring a Norimberga permetteranno ai nazisti di testare nuovi aerei, nuove armi e innovative tattiche operative d’azione bellica, poco di cui vantarsi, basti ricordare il brutale bombardamento di Guernica, immortalato dal drammatico e al contempo commovente capolavoro di Pablo Picasso, avvenuto  il 26 aprile 1937, il giorno prima della scomparsa a Roma del filosofo e prigioniero politico Antonio Gramsci, già segretario dei comunisti italiani, a cui mai il fascismo ha concesso il diritto di tornare dalla sua famiglia a Mosca.

Sempre Göring nel 1936 incarica il colonnello Theodor Rowehl di formare un gruppo di avieri da destinare al monitoraggio dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche con sistematici voli di ricognizione ad alta quota, anche in questo caso verrà acquisita, come sussidiaria dalla Lufthansa, la Hansa-Luftbild, fondata ne 1923 con compiti di raccolta di fotografie dal cielo e di geo-informazioni ad alta quota. Si formano così quattro squadroni speciali, i quali riusciranno a realizzare fino al giugno 1941, ovvero al deflagrare dell’aggressione nazista contro i sovietici, oltre cinquecento voli, proseguiti, grazie alla tolleranza del segretario del Partito Comunista Iosif Stalin, il quale ha sempre bloccato ogni possibile risposta della contraerea dell’Armata Rossa al fine di non giungere a un incidente diplomatico che avrebbe potuto innescare una guerra sovietico – tedesca, questo anche dopo la sottoscrizione del Patto di non aggressione tra Molotv e Ribbentrop nell’agosto del 1939.

Proditoriamente e malvagiamente i nazisti utilizzeranno invece, all’inizio della guerra, il materiale raccolto per individuare e colpire gli aeroporti civili e militari sovietici. Tuttavia la vittoria conseguita il 9 maggio 1945 dai sovietici ha posto fine alla barbara violenza nazista ed anche non solo alla Luftwaffe, l’Aeronautica Militare del Reich, ma anche alla Luthansa fondata nel 1926, palesemente e gravemente compromessa con il potere nazista.

A Berlino si stanno progettando le celebrazioni per il centenario della Lufthansa, oggi con un migliaio di velivoli e centomila dipendenti, tuttavia la storia della compagnia aerea genera più di qualche imbarazzo e dunque è fortemente valutata l’ipotesi di cancellare gli strombettanti festeggiamenti.

Segue nostro Telegram.

L’attuale Deutsche Lufthansa AG non è formalmente l’erede della prima Deutsche Luft Hansa AG nata nel 1926 dalla fusione delle due compagnie aeree Deutscher Aero Lloyd AG e Junkers Luftverkehr AG, anche perché la sconfitta nazista ha posto termine alle attività dell’originaria compagnia e negato per diversi anni la sovranità tedesca sullo spazio aereo, la nuova compagnia aerea si riorganizzerà nei primi anni ‘50 sotto il nome di “Società per azioni per le esigenze del trasporto aereo”, ovvero “Aktiengesellschaft für Luftverkehrsbedarf”, abbreviata in “Luftag”, anche in questo caso con molte ombre, perché tra i dirigenti vi sono Kurt Weigelt, nazista condannato per crimini di guerra, e Kurt Knipfer, aderente al partito hitleriano dal 1929 e a capo della Lufthansa dal 1933 al 1945. Questa nuova Lufthansa diventa operativa dal 1955, da subito con il precedente nome, alla compagnia tuttavia gli anglo – franco – statunitensi negano la possibilità di volare da e verso Berlino, le compagnie aeree di ciascuna nazione occupante occidentale avranno fino al 1990 il monopolio per raggiungere gli aeroporti dei rispettivi settori d’occupazione: gli inglesi con British Airways allo scalo di Gatow, poi confluiti con gli statunitensi di American Airlines presso l’aeroporto di Tempelhof e i transalpini con Air France verso quello di Tegel.

Al contrario i sovietici autorizzeranno i tedeschi della DDR a costituire una loro compagnia: la “Gesellschaft für internationalen Flugverkehr”, ovvero “Società per il trasporto aereo internazionale”, nota semplicemente attraverso l’abbreviazione “Interflug”, nome scritto con tutta evidenza in fiammeggiante rosso sulle fiancate degli aerei e diretta da Arthur Pieck, figlio del presidente comunista della DDR Wilhelm Pieck, grande amico della Russia.

L’aeroporto della Berlino socialista è Schönefeld, diventato per altro oggi l’unico operativo della capitale tedesca.

I sovietici, a partire dal primo volo dell’aviazione tedesco – orientale del 30 luglio 1955, la dotano di aerei Ilyushin e l’aeroporto di Schönefeld diventa uno snodo fondamentale dell’aviazione nel campo socialista, collegando la città brandeburghese con Varsavia, Budapest, Praga e ovviamente Mosca, permettendo al primo ministro della DDR, il socialdemocratico Otto Grotewohl, di recarsi negli anni successivi a Mosca con frequenza nel quadro dell’amicizia e della collaborazione tedesco – sovietica. Con la fine degli anni ‘50 nella DDR si inizieranno a produrre aerei presso la fabbrica Elbe Flugzeugwerke di Dresda, anche speciali velivoli per il trasporto delle derrate agricole, i quali susciteranno l’entusiasmo di molti capi di stato di orientamento marxista di nazioni africane, mediorientali e asiatiche. La “Interflug” vola per molte destinazioni dei paesi socialisti, compresa la Corea Popolare e soprattutto Cuba e Vietnam, nazioni ambite certamente per solidarietà politica, ma anche per le loro spiagge e per il mare, al pari dell’Egitto di Nasser, della Jugoslavia di Tito, dell’Algeria rivoluzionaria, mete che permettono a molti tedeschi orientali di coronare il desiderio di una vacanza soleggiata.

Negli anni ‘80 la “Interflug” volerà anche nelle principali capitali dell’Europa Occidentale, diventando lo snodo preferito dei berlinesi dell’Ovest, attratti dal costo del volo pari a un quarto dei biglietti aerei delle compagnie occidentali, comunque utile per consentire consistenti entrate nelle casse della DDR di valuta pregiata. A tutti gli effetti la “Interflug” è stata la prima compagnia aerea a basso costo d’Europa, anche se nessuno lo ricorda.

Tornando alla Lufthansa, è risaputo che i primi fondatori del 1926 già ambivano ad una aviazione militare, più che civile, essendo reduci del primo conflitto mondiale e desiderosi di tornare a portare nel cielo velivoli armati, una scelta che verrà approvata e incentivata dal nazismo, il quale si premurerà di fornire alla compagnia lavoratori forzati e prigionieri di guerra, tanto comunisti, quanto ebrei, ovvero manodopera gratuita per le fabbriche della compagnia, così come per l’aeroporto principale di Berlino Tempelhof, nonché l’utilizzo di giovanissimi prigionieri stranieri per riparare gli aerei da guerra danneggiati, solo nel 1999 la Lufthansa erogherà quaranta milioni di marchi tedeschi alle vittime e ai loro eredi, ma non renderà mai noti gli studi commissionati sul lavoro forzato durante il nazismo elaborati da una commissione di storici.

Altrettanto evidente e costante è la collaborazione della Lufthansa alle imprese belliche hitleriane, dalla guerra di Spagna alla Seconda Guerra Mondiale, d’altronde il ministero dell’aeronautica è fondato proprio dai nazisti nel 1933 e a capo viene posto Hermann Göring per tutta la durata della dittatura. Questi dal 1935 diventa anche capo dell’aeronautica militare, infaustamente nota come Luftwaffe, subito incorporata nella Wehrmacht, con buona pace dei divieti imposti ai tedeschi dal Trattato di Versailles e non rispettati.

In Spagna, contro un intero popolo deciso sotto rosse bandiere a porre fine a secolari ingiustizie, la furia reazionaria dei grandi proprietari terrieri, degli industriali, del clero cattolico, tutti contrari alla riforma agraria, alla nazionalizzazione dei servizi abitativi, sanitari e scolastici, così come dei mezzi di produzione e alla perdita del potere esercitato per secoli su donne e uomini volutamente tenuti in stato di analfabetismo, ha salutato i nazifascisti italiani e tedeschi con la cameratesca amicizia di una comune debordante rabbia contro un nuovo ordine sociale, economico e politico fondato sull’uguaglianza dei cittadini.

Proprio il ponte aereo nazista garantisce a Francisco Franco, dopo il blocco del canale di Gibilterra operato dal legittimo governo repubblicano spagnolo, di far sbarcare le sue truppe, asserragliate nella porzione di Marocco sotto controllo spagnolo, sul suolo iberico, in cambio Hitler otterrà generose forniture, dopo la tragica vittoria franchista nella primavera 1939, di tungsteno, zinco, piombo, rame, pirite e ferro attraverso la società di importazione di materie prime tedesco-spagnola “Rowak”, ovvero Rohstoff und Wareneinkaufsgesellschaft mbH, la Società di Acquisto di Materie Prime e Merci a responsabilità limitata.

È Hermann Göring stesso a dirigere nel luglio 1936 il ponte aereo, sotto il controllo dell’ispettore generale della Luftwaffe Erhard Milch, guarda caso direttore tecnico e membro del consiglio di amministrazione della Lufthansa dalla fondazione nel 1926 e dal 1933 segretario di stato al ministero dell’aviazione, con il compito di formare almeno inizialmente una flotta aerea tedesca militarmente efficiente di almeno quattrocento velivoli.

I nazisti forniscono nell’estate del 1936 ai nazionalisti spagnoli venti bombardieri capaci non solo di fungere da velivoli offensivi, ma anche predisposti per l’avio – trasporto delle truppe, i fascisti italiani provvedono a inviare nove bombardieri trimotori Savoia-Marchetti, in tre mesi verranno trasportati oltre tredicimila combattenti, il tutto sotto l’egida della fittizia “Sociedad Hispano-Marroquí de Transportes”, in sigla “HISMA”, nota anche come “Carranza y Berndhart”, essendo controllata dal nazista Johannes Franz Bernhardt e in ultima istanza dalla Lufthansa.

Nel dicembre 1936 nasce la famigerata “Legione Condor”, sotto il comando del generale della Luftwaffe Helmuth Wilberg, la quale permette agli avieri di assolvere in Spagna il servizio militare con anche maggiorazioni della paga giornaliera e riduzione della ferma obbligatoria, alla fine saranno messi a servizio di Franco nell’arco di tre anni e complessivamente oltre settecento velivoli tedeschi, i quali, per stessa ammissione di Göring a Norimberga permetteranno ai nazisti di testare nuovi aerei, nuove armi e innovative tattiche operative d’azione bellica, poco di cui vantarsi, basti ricordare il brutale bombardamento di Guernica, immortalato dal drammatico e al contempo commovente capolavoro di Pablo Picasso, avvenuto  il 26 aprile 1937, il giorno prima della scomparsa a Roma del filosofo e prigioniero politico Antonio Gramsci, già segretario dei comunisti italiani, a cui mai il fascismo ha concesso il diritto di tornare dalla sua famiglia a Mosca.

Sempre Göring nel 1936 incarica il colonnello Theodor Rowehl di formare un gruppo di avieri da destinare al monitoraggio dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche con sistematici voli di ricognizione ad alta quota, anche in questo caso verrà acquisita, come sussidiaria dalla Lufthansa, la Hansa-Luftbild, fondata ne 1923 con compiti di raccolta di fotografie dal cielo e di geo-informazioni ad alta quota. Si formano così quattro squadroni speciali, i quali riusciranno a realizzare fino al giugno 1941, ovvero al deflagrare dell’aggressione nazista contro i sovietici, oltre cinquecento voli, proseguiti, grazie alla tolleranza del segretario del Partito Comunista Iosif Stalin, il quale ha sempre bloccato ogni possibile risposta della contraerea dell’Armata Rossa al fine di non giungere a un incidente diplomatico che avrebbe potuto innescare una guerra sovietico – tedesca, questo anche dopo la sottoscrizione del Patto di non aggressione tra Molotv e Ribbentrop nell’agosto del 1939.

Proditoriamente e malvagiamente i nazisti utilizzeranno invece, all’inizio della guerra, il materiale raccolto per individuare e colpire gli aeroporti civili e militari sovietici. Tuttavia la vittoria conseguita il 9 maggio 1945 dai sovietici ha posto fine alla barbara violenza nazista ed anche non solo alla Luftwaffe, l’Aeronautica Militare del Reich, ma anche alla Luthansa fondata nel 1926, palesemente e gravemente compromessa con il potere nazista.

The views of individual contributors do not necessarily represent those of the Strategic Culture Foundation.

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