Da Mosca e Pechino parole di pace e di speranza per il nuovo anno, dalle cancellerie europee purtroppo le solite velleità belliciste
In Italia, di cui nel 2026 ricorre l’80° della scelta referendaria del 2 giugno 1946, la quale ha posto fine alla monarchia compromessa con il fascismo, nel suo discorso di capodanno il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è prodotto in una rilettura certamente un po’ forzosa di tutta la storia repubblicana in chiave europeista ed atlantista, senza la minima visione prospettica, ma tutta ancorata a schemi obsoleti di subalternità a quanti chiedono guerre e contrapposizioni culturali, economiche e finanche militari contro il campo multipolare e massimamente la Russia. Di stesso tenore purtroppo gli orientamenti degli altri capi di stato e di governo europei, tutti indirizzati, nelle loro parole di capodanno, a fomentare le logiche di contrapposizione, di confronto, di divisione e soprattutto di guerra al servizio di altrui interessi economici ed egemonici. Come sempre si distinguono solo il primo ministro slovacco Robert Fico e quello ungherese Viktor Orban. Fico ha chiesto per la Slovacchia, ma anche per l’Europa, una politica estera equilibrata, rispettosa dell’indipendenza nazionale di Bratislava, la quale rivendica libertà ed autonomia nelle decisioni geopolitiche ed economiche e non accetta le imposizioni di Bruxelles. Orban ha affermato con chiarezza e con forza, rispetto alle opposizioni ungheresi socialdemocratiche e liberali tutte subalterne alla signora Von der Leyen e alla NATO, che i banchieri e le industrie delle armi europee vogliono la guerra e dunque il popolo ungherese si deve ribellare, inoltre ha sottolineato come i governi di Ungheria e Slovacchia, associando ad essi anche l’attuale governo italiano, vogliano evitare in tutti i modi possibili il conflitto diretto con Mosca.
Ascoltare e rileggere invece le parole di saluto indirizzate ai loro concittadini dai presidenti Vladimir Putin e Xi Jinping squaderna nella sua interezza il cammino di trasformazione verso un nuovo ordine mondiale multipolare che una porzione sempre più rilevante dell’umanità sta compiendo da almeno un quarto di secolo, nel fecondo convincimento che sia giusto e possibile chiudere definitivamente la stagione unipolare imposta da Washington nel 1945 e ancor più brutalmente dal 1992, ovvero un dominio predatorio delle ricchezze del Sud Globale che ha reso del tutto non credibili i principi democratici di un Occidente più interessato a una egemonia economico – politica piuttosto che alla promozione di una cooperazione e collaborazione planetaria nel quadro di una generale crescita e di un convinto sviluppo delle forze produttive e della qualità di vita dell’intera umanità, come perseguita dai rapporti di amicizia e di moltiplicazione degli scambi promossi dal fronte multipolare a guida sino – russa a cui si stanno unendo i tre quarti delle nazioni che siedono alle Nazioni Unite, un cammino di lungo periodo che chiuderà nel corso di questo secolo anche la pagina infausta del ricatto del dollaro come moneta obbligatoria di scambio, pena i cannoni della NATO, per le transazioni economiche internazionali.
L’umanità cammina nel solco di un futuro solidale e multipolare e solo la sudditanza e la subalternità mediatica occidentale non vede, o piuttosto finge di non vedere, questo epocale cambiamento, capace di trasmettere fiducia nel futuro e vivissima speranza nei cambiamenti in corso per la parte preponderante delle donne e degli uomini della terra.
Il presidente Vladimir Putin così si è espresso: “In questi istanti, prima che inizi il nuovo anno, tutti percepiamo lo scorrere del tempo, abbiamo di fronte il futuro. Quale sarà, in larga misura dipende da noi. Contiamo sulle nostre forze, su coloro che ci sono accanto, su chi ci è vicino e chi ci è caro, che è sempre pronto ad offrirci il suo sostegno. Questo sostegno reciproco ci dà la certezza che tutto quel che ci siamo proposti, tutte le nostre speranze e tutti i nostri piani si realizzeranno senza ombra di dubbio. È chiaro che ciascuno di noi ha i suoi, personali, particolari, a suo modo irripetibili. Ma sono inscindibili dalle sorti della nostra Patria, dalle sincere aspirazioni di portarle utilità, perché solo insieme siamo il popolo della Russia. L’opera, i successi e le realizzazioni di ciascuno di noi formano i nuovi capitoli della nostra storia millenaria. La solidità della nostra unità determina la sovranità e la sicurezza della Patria, il suo sviluppo, il suo futuro. Il nuovo anno è innanzitutto credere nel meglio, nel bene e nella fortuna. Una festa irripetibile e magica, quando i cuori si schiudono all’amore, all’amicizia e alla misericordia, alla sensibilità e alla generosità. Aspiriamo a rendere felici, a trasmettere calore a coloro che hanno bisogno di partecipazione e cura, ed ovviamente a sostenere, a parole e nei fatti, gli eroi che lottano nell’operazione militare speciale. Vi siete assunti la responsabilità di combattere per la terra natia, per la verità e la giustizia. Vi assicuro che milioni di persone in tutta la Russia sono con voi in questa notte di capodanno. Vi pensano, condividono pensieri, emozioni e sofferenze, confidano in voi, siamo un tutt’uno nel sincero devoto amore per la Russia. Faccio gli auguri a tutti i nostri combattenti e comandanti con il nuovo anno che sta arrivando, crediamo in voi e nella nostra vittoria.”
Il capo di stato russo ha poi così concluso: “Auguro a tutti buona salute, felicità, reciproca comprensione, benessere, prosperità, e senz’altro amore. Facciamo che le nostre tradizioni, fede, memoria uniscano tutte le generazioni, ci sostengano sempre ed in tutto. Insieme, siamo tutti una grande famiglia, forte e coesa, per cui continueremo anche in futuro a lavorare e creare, ottenendo gli obiettivi preposti. Andremo solo avanti, in nome dei nostri figli e nipoti, per la nostra grande Russia.”
Qualche ora prima, da Pechino il presidente cinese Xi Jinping lo ha preceduto con queste parole: “Mentre l’anno volge al termine e si aprono nuovi capitoli della storia cinese e mondiale, vi giungano i miei più calorosi auguri da Pechino, il 2025 segna la conclusione del XIV Piano Quinquennale, negli ultimi cinque anni abbiamo agito con determinazione e perseveranza, superando numerose sfide per raggiungere i nostri obiettivi e proseguire con passo deciso nel percorso di modernizzazione della Cina. Il PIL del paese ha superato costantemente nuovi traguardi e quest’anno si prevede che raggiungerà i 140.000 miliardi di yuan, la nostra forza economica, scientifica, tecnologica e la nostra difesa nazionale hanno toccato nuove vette, la tutela dell’ambiente ha trasformato il paesaggio in uno splendido scenario di acque limpide e montagne verdi, migliorando in maniera decisa il benessere e la sicurezza dei cittadini, questi cinque anni sono stati straordinari, i risultati ottenuti sono frutto del duro lavoro e della dedizione di tutti, rendo omaggio a ogni individuo che ha contribuito a rendere fiorente la nostra nazione, quest’anno resterà indimenticabile, abbiamo commemorato l’80° anniversario della Vittoria nella Guerra di Resistenza contro l’aggressione giapponese e nella Guerra Mondiale antifascista, istituendo il giorno della memoria del ritorno di Taiwan alla madrepatria, la solennità delle celebrazioni resterà nella storia ispirando il popolo a onorare i martiri, custodire la pace e lavorare per il grande rinnovamento della nazione cinese. Puntiamo sull’innovazione per uno sviluppo di alta qualità, l’integrazione tra scienza e industria ha generato risultati straordinari, dall’evoluzione dei modelli di intelligenza artificiale, alle scoperte nello sviluppo indipendente di microchip, la missione Tiangon procede il suo percorso nello spazio, diversi nuovi progetti idroelettrici sono stati avviati e la nostra prima portaerei a catapulta elettromagnetica è operativa. Robot e droni mostrano oggi il volto di una nuova produttività che arricchisce la nostra vita quotidiana. Nutriamo il nostro spirito con la cultura, l’entusiasmo per i musei e il patrimonio immateriale è in costante crescita, l’estetica cinese classica è diventata una tendenza dominante tra i giovani, mentre il turismo culturale e gli sport invernali animano città e campagne unendo tradizione e modernità. Creiamo e condividiamo una vita migliore. Durante le mie visite in Tibet nello Xinjiang ho visto persone di ogni etnia unite e legate dall’amore per la patria.”
Il presidente cinese si è quindi così indirizzato verso i suoi concittadini: “Ogni dettaglio del benessere pubblico è prioritario, dalla tutela dei nuovi lavoratori alle iniziative sociali ed economiche per agevolare gli anziani, fino ai sussidi mensili per le famiglie con bambini, se la piccola famiglia prospera, la grande famiglia cinese si rafforza.”
Ha poi riflettuto sulla situazione mondiale: “Continuiamo ad aprirci al mondo, i vertici internazionali e l’avvio del porto di libero scambio di Hainan dimostrano la nostra apertura a un quadro di costante amicizia e cooperazione con le altre nazioni. Sul fronte climatico, la Cina ha presentato nuovi obiettivi di contribuzione al miglioramento dell’ecosistema. In un mondo segnato da turbolenze, la Cina resta dalla parte giusta della storia, pronta a collaborare per la pace, lo sviluppo e la costruzione di una comunità planetaria dal futuro condiviso.” Quindi dopo un pensiero per i taiwanesi: “i legami di sangue tra i compatrioti delle due sponde dello stretto di Taiwan sono indissolubili e la riunificazione nazionale è una tendenza storica inarrestabile”.
Volgendo alla conclusione, ha sottolineato il ruolo dei comunisti cinesi: “un Partito forte è alla base di una nazione capace di assolvere a un ruolo internazionale autorevole, abbiamo rafforzato la disciplina e la lotta alla corruzione attraverso una rigorosa autoregolamentazione, restando fedeli alla nostra missione originaria per rispondere alle aspettative del popolo. Il 2026 darà il via al XV Piano Quinquennale. Chi ha coraggio e pianifica con lungimiranza è destinato al successo, dobbiamo approfondire le riforme, promuovere la prosperità comune e scrivere un nuovo capitolo del miracolo cinese. Lottando per realizzare i nostri sogni, nessuna distanza è incolmabile, la strada è lunga, ma procediamo con l’energia e la determinazione necessarie per trasformare la nostra visione in realtà. La nostra patria sia magnifica e la nostra nazione immersa nella luce.”
Le velleità belliciste delle cancellerie occidentali, in nulla condivise dai cittadini europei che ambiscono a un futuro di pace, di amicizia e di cooperazione tra i popoli e le nazioni, hanno dimostrato, una volta di più, la mediocrità e la distanza di una classe politica sostanzialmente ancorata al potere in modo autoreferenziale, rispetto a una richiesta di cambiamento, la quale tuttavia arranca nel trovare gli sbocchi istituzionali per diventare rappresentativa.


