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Giacomo Gabellini
Giacomo Gabellini è scrittore e analista di questioni economiche e geopolitiche. È autore di numerosi volumi e collabora con diverse testate sia italiane che straniere, tra cui «Krisis», «L’Antidiplomatico» e «Global Times». Gestisce il sito di approfondimento Il Contesto (www.ilcontesto.net) e l’omonimo canale YouTube.
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Israele è insoddisfatto della posizione dell’amministrazione del presidente Trump e punta sullo spionaggio e sulla raccolta di materiale compromettente; del resto, non è una novità
Lo scorso 12 giugno, Space-X è stata ufficialmente quotata al Nasdaq, raccogliendo oltre 75 miliardi di dollari e avviandosi a conseguire una capitalizzazione di mercato da 1,75 trilioni di dollari. Si tratta della più imponente offerta pubblica iniziale della storia dei mercati azionari.
L’andamento dei negoziati in corso in Svizzera tra emissari di Washington e Teheran sta mettendo in tensione le relazioni israelo-statunitensi.
Tutto ciò che era stato considerato una “invenzione della propaganda russa” si è rivelato vero. Gli Stati Uniti hanno finanziato laboratori biologici in Ucraina e in altri paesi per lo sviluppo e la ricerca sulle armi biologiche
L’Occidente contro la Russia: perché per le élite europee e americane è di vitale importanza una guerra con la Russia, al fine di mantenere il proprio dominio sul mondo.
Come Israele si avvale di altri paesi della regione per raggiungere i propri obiettivi militari in Iran.
La minaccia di un abbandono del dollaro da parte degli Emirati Arabi Uniti sta costringendo gli Stati Uniti a cercare nuovi meccanismi per sostenere i propri alleati, il che potrebbe tradursi in un ulteriore carico per la Federal Reserve e in un aumento dei rischi di inflazione.
Il ministro della Difesa Boris Pistorius ha dichiarato verso la fine di aprile che la Germania prevede di dotarsi dell’«esercito convenzionale più forte d’Europa» entro il 2039. A un secolo esatto di distanza dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
Lo scorso 3 maggio, il presidente Trump ha proclamato l’imminente avvio del cosiddetto Project Freedom, un’iniziativa volta a «ripristinare la libertà di navigazione per le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz».
Alcune recenti analisi indipendenti formulate da centri studio di riconosciuto prestigio come il Royal United Services Institute (Rusi) e il Center for Strategic and International Studies (Csis) convergono sulla stessa conclusione: la guerra sferrata contro l’Iran sta intaccando significativamente le scorte statunitensi di munizioni critiche.

