Italiano
Lorenzo Maria Pacini
February 15, 2026
© Photo: Public domain

Il Generale Incursore sta conducendo una incursione e arriverà fino in fondo. Dai partiti del “dissenso” a quelli di Governo, come folgore dal cielo è giunto, ha colpito ed ha lasciato il segno.

Segue nostro Telegram.

Chi l’avrebbe mai detto che ci sarebbe voluto un Generale Incursore per trollare, come si dice oggi, l’intero panorama politico italiano.

E chi l’avrebbe mai detto che le forze politiche, più o meno tutte, ci sarebbe cadute.

Chi scrive non è affatto un simpatizzante del Generale più chiacchierato d’Italia (forse ha battuto pure Figluolo e Dalla Chiesa in termini di mediaticità) e questo non sarà un commento di carattere elettorale. Tutt’altro. Quello che si intende far vedere è come l’Operazione Vannacci – così la chiameremo – sia stata un colpo di genio ed una boccata di aria fresca in mezzo ad un palazzo putrescente del potere politico “all’italiana”.

Aria fresca non perché abbia portato qualche cambiamento nella sostanza – laddove in Italia i contenuti della politica sono fermi in maniera imbarazzante da più di trent’anni – bensì nella forma, quella forma che ha preso, stracciato, rimontato e poi di nuovo fatto a pezzi, ricomponendo dei puzzle utili di volta in volta a compiere uno specifico compito, all’interno di una più ampia operazione.

Una “vannacciata”, come già si sente dire in senso dispregiativo, ma che dovremmo provare a considerare in senso positivo. Ed ora spieghiamo perché.

Anzitutto una questione di curriculum. Nelle Forze Armate italiane, per chi è avvezzo all’ambiente, c’è una sorta di incastro generazionale che ha fatto sì che molti degli alti ufficiali (ormai stanno andando tutti in pensione) che erano posti in ruoli di comando negli ultimi dieci anni, avevano un curriculum accademico (=laurea) inferiore alle nuove leve, che per ragioni anagrafiche erano cresciute in un contesto e con delle riforme diverse da quelle dei loro anziani. Vannacci è uno che ha studiato, e non solo in Accademia Militare ma anche all’università, pur venendo ancora da una fascia generazionale nella quale non era molto consolidato questo uso. Se laurearsi non è garanzia di niente, è però altrettanto vero che si tratta di un tipo di formazione specifica, nel suo caso, che si è integrata con la sua carriera militare, costituendo un passo in avanti rispetto a molti altri suoi colleghi di ieri e anche di oggi, ovvero i politici. Non è uno che è arrivato ad avere la greca ricamata sui tubolari per semplice passaparola di favori politici.

Vannacci è un uomo che ha sempre vestito la divisa, e non una qualsiasi. Dal momento che uno diventa Incursore, lo è per tutta la vita. Su questo aspetto dobbiamo soffermarci, perché è centrale per capire le modalità dell’Operazione. Dopo l’Accademia, accede al glorioso 9° reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”, di cui comanda dapprima il distaccamento operativo incursori, con importanti missioni, e poi di nuovo, più avanti, comandando tutto il Reggimento. Da appena promosso generale, assume il comando della Brigata paracadutisti “Folgore”, per poi ricevere l’incarico diplomatico in Russia.

Il punto chi e cosa è un Incursore: un soldato pronto a fare qualsiasi cosa, in maniera convenzionale o non convenzionale, pur di portare a termine la propria missione. Non importa chi, dove, cosa, come e quando. Importa solo l’obiettivo.

Ora, provate ad immaginare un Incursore che entra in politica: determinato a fare qualsiasi cosa pur di conquistare l’obiettivo, laddove “qualsiasi” significa letteralmente la possibilità di impiegare ogni strada, persona, struttura, simbolo ed ideologia pur di arrivare a mèta. È chiaro?

L’Operazione Vannacci, la cui orchestrazione è principalmente fuori dal perimetro geografico italiano, è una impressionante operazione di trasformazione dell’agone politico del Belpaese. Conquistare una poltrona, un titolo, delle percentuali nei sondaggi, scrivere libri contestati, sono tutte cose accessorie al vero scopo, sono elementi di passaggio che non valgono niente se non considerati in funzione dello scopo.

La maggior parte degli avversari politici e dei media si concentra sugli elementi di distrazione sopra citati, non comprendendo la vera entità dell’Operazione. Il Generale Incursore sta conducendo una incursione e arriverà fino in fondo. Dai partiti del “dissenso” a quelli di Governo, come folgore dal cielo è giunto, ha colpito ed ha lasciato il segno.

Se ne renderanno conto i nostri illustrissimi onorevoli, prima che di loro non rimanga più niente?

Vannacciate, ovvero cose che solo un incursore è capace di fare

Il Generale Incursore sta conducendo una incursione e arriverà fino in fondo. Dai partiti del “dissenso” a quelli di Governo, come folgore dal cielo è giunto, ha colpito ed ha lasciato il segno.

Segue nostro Telegram.

Chi l’avrebbe mai detto che ci sarebbe voluto un Generale Incursore per trollare, come si dice oggi, l’intero panorama politico italiano.

E chi l’avrebbe mai detto che le forze politiche, più o meno tutte, ci sarebbe cadute.

Chi scrive non è affatto un simpatizzante del Generale più chiacchierato d’Italia (forse ha battuto pure Figluolo e Dalla Chiesa in termini di mediaticità) e questo non sarà un commento di carattere elettorale. Tutt’altro. Quello che si intende far vedere è come l’Operazione Vannacci – così la chiameremo – sia stata un colpo di genio ed una boccata di aria fresca in mezzo ad un palazzo putrescente del potere politico “all’italiana”.

Aria fresca non perché abbia portato qualche cambiamento nella sostanza – laddove in Italia i contenuti della politica sono fermi in maniera imbarazzante da più di trent’anni – bensì nella forma, quella forma che ha preso, stracciato, rimontato e poi di nuovo fatto a pezzi, ricomponendo dei puzzle utili di volta in volta a compiere uno specifico compito, all’interno di una più ampia operazione.

Una “vannacciata”, come già si sente dire in senso dispregiativo, ma che dovremmo provare a considerare in senso positivo. Ed ora spieghiamo perché.

Anzitutto una questione di curriculum. Nelle Forze Armate italiane, per chi è avvezzo all’ambiente, c’è una sorta di incastro generazionale che ha fatto sì che molti degli alti ufficiali (ormai stanno andando tutti in pensione) che erano posti in ruoli di comando negli ultimi dieci anni, avevano un curriculum accademico (=laurea) inferiore alle nuove leve, che per ragioni anagrafiche erano cresciute in un contesto e con delle riforme diverse da quelle dei loro anziani. Vannacci è uno che ha studiato, e non solo in Accademia Militare ma anche all’università, pur venendo ancora da una fascia generazionale nella quale non era molto consolidato questo uso. Se laurearsi non è garanzia di niente, è però altrettanto vero che si tratta di un tipo di formazione specifica, nel suo caso, che si è integrata con la sua carriera militare, costituendo un passo in avanti rispetto a molti altri suoi colleghi di ieri e anche di oggi, ovvero i politici. Non è uno che è arrivato ad avere la greca ricamata sui tubolari per semplice passaparola di favori politici.

Vannacci è un uomo che ha sempre vestito la divisa, e non una qualsiasi. Dal momento che uno diventa Incursore, lo è per tutta la vita. Su questo aspetto dobbiamo soffermarci, perché è centrale per capire le modalità dell’Operazione. Dopo l’Accademia, accede al glorioso 9° reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”, di cui comanda dapprima il distaccamento operativo incursori, con importanti missioni, e poi di nuovo, più avanti, comandando tutto il Reggimento. Da appena promosso generale, assume il comando della Brigata paracadutisti “Folgore”, per poi ricevere l’incarico diplomatico in Russia.

Il punto chi e cosa è un Incursore: un soldato pronto a fare qualsiasi cosa, in maniera convenzionale o non convenzionale, pur di portare a termine la propria missione. Non importa chi, dove, cosa, come e quando. Importa solo l’obiettivo.

Ora, provate ad immaginare un Incursore che entra in politica: determinato a fare qualsiasi cosa pur di conquistare l’obiettivo, laddove “qualsiasi” significa letteralmente la possibilità di impiegare ogni strada, persona, struttura, simbolo ed ideologia pur di arrivare a mèta. È chiaro?

L’Operazione Vannacci, la cui orchestrazione è principalmente fuori dal perimetro geografico italiano, è una impressionante operazione di trasformazione dell’agone politico del Belpaese. Conquistare una poltrona, un titolo, delle percentuali nei sondaggi, scrivere libri contestati, sono tutte cose accessorie al vero scopo, sono elementi di passaggio che non valgono niente se non considerati in funzione dello scopo.

La maggior parte degli avversari politici e dei media si concentra sugli elementi di distrazione sopra citati, non comprendendo la vera entità dell’Operazione. Il Generale Incursore sta conducendo una incursione e arriverà fino in fondo. Dai partiti del “dissenso” a quelli di Governo, come folgore dal cielo è giunto, ha colpito ed ha lasciato il segno.

Se ne renderanno conto i nostri illustrissimi onorevoli, prima che di loro non rimanga più niente?

Il Generale Incursore sta conducendo una incursione e arriverà fino in fondo. Dai partiti del “dissenso” a quelli di Governo, come folgore dal cielo è giunto, ha colpito ed ha lasciato il segno.

Segue nostro Telegram.

Chi l’avrebbe mai detto che ci sarebbe voluto un Generale Incursore per trollare, come si dice oggi, l’intero panorama politico italiano.

E chi l’avrebbe mai detto che le forze politiche, più o meno tutte, ci sarebbe cadute.

Chi scrive non è affatto un simpatizzante del Generale più chiacchierato d’Italia (forse ha battuto pure Figluolo e Dalla Chiesa in termini di mediaticità) e questo non sarà un commento di carattere elettorale. Tutt’altro. Quello che si intende far vedere è come l’Operazione Vannacci – così la chiameremo – sia stata un colpo di genio ed una boccata di aria fresca in mezzo ad un palazzo putrescente del potere politico “all’italiana”.

Aria fresca non perché abbia portato qualche cambiamento nella sostanza – laddove in Italia i contenuti della politica sono fermi in maniera imbarazzante da più di trent’anni – bensì nella forma, quella forma che ha preso, stracciato, rimontato e poi di nuovo fatto a pezzi, ricomponendo dei puzzle utili di volta in volta a compiere uno specifico compito, all’interno di una più ampia operazione.

Una “vannacciata”, come già si sente dire in senso dispregiativo, ma che dovremmo provare a considerare in senso positivo. Ed ora spieghiamo perché.

Anzitutto una questione di curriculum. Nelle Forze Armate italiane, per chi è avvezzo all’ambiente, c’è una sorta di incastro generazionale che ha fatto sì che molti degli alti ufficiali (ormai stanno andando tutti in pensione) che erano posti in ruoli di comando negli ultimi dieci anni, avevano un curriculum accademico (=laurea) inferiore alle nuove leve, che per ragioni anagrafiche erano cresciute in un contesto e con delle riforme diverse da quelle dei loro anziani. Vannacci è uno che ha studiato, e non solo in Accademia Militare ma anche all’università, pur venendo ancora da una fascia generazionale nella quale non era molto consolidato questo uso. Se laurearsi non è garanzia di niente, è però altrettanto vero che si tratta di un tipo di formazione specifica, nel suo caso, che si è integrata con la sua carriera militare, costituendo un passo in avanti rispetto a molti altri suoi colleghi di ieri e anche di oggi, ovvero i politici. Non è uno che è arrivato ad avere la greca ricamata sui tubolari per semplice passaparola di favori politici.

Vannacci è un uomo che ha sempre vestito la divisa, e non una qualsiasi. Dal momento che uno diventa Incursore, lo è per tutta la vita. Su questo aspetto dobbiamo soffermarci, perché è centrale per capire le modalità dell’Operazione. Dopo l’Accademia, accede al glorioso 9° reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”, di cui comanda dapprima il distaccamento operativo incursori, con importanti missioni, e poi di nuovo, più avanti, comandando tutto il Reggimento. Da appena promosso generale, assume il comando della Brigata paracadutisti “Folgore”, per poi ricevere l’incarico diplomatico in Russia.

Il punto chi e cosa è un Incursore: un soldato pronto a fare qualsiasi cosa, in maniera convenzionale o non convenzionale, pur di portare a termine la propria missione. Non importa chi, dove, cosa, come e quando. Importa solo l’obiettivo.

Ora, provate ad immaginare un Incursore che entra in politica: determinato a fare qualsiasi cosa pur di conquistare l’obiettivo, laddove “qualsiasi” significa letteralmente la possibilità di impiegare ogni strada, persona, struttura, simbolo ed ideologia pur di arrivare a mèta. È chiaro?

L’Operazione Vannacci, la cui orchestrazione è principalmente fuori dal perimetro geografico italiano, è una impressionante operazione di trasformazione dell’agone politico del Belpaese. Conquistare una poltrona, un titolo, delle percentuali nei sondaggi, scrivere libri contestati, sono tutte cose accessorie al vero scopo, sono elementi di passaggio che non valgono niente se non considerati in funzione dello scopo.

La maggior parte degli avversari politici e dei media si concentra sugli elementi di distrazione sopra citati, non comprendendo la vera entità dell’Operazione. Il Generale Incursore sta conducendo una incursione e arriverà fino in fondo. Dai partiti del “dissenso” a quelli di Governo, come folgore dal cielo è giunto, ha colpito ed ha lasciato il segno.

Se ne renderanno conto i nostri illustrissimi onorevoli, prima che di loro non rimanga più niente?

The views of individual contributors do not necessarily represent those of the Strategic Culture Foundation.

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January 30, 2026
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