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Stefano Vernole
Stefano Vernole is a historian, journalist and geopolitical analyst, former deputy director of the review “Eurasia”, working on geopolitical studies, and and actual deputy president of CeSEM – Center of Studies on Eurasia and Mediterranean
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Se da una parte Donald Trump cerca di mantenere un canale di dialogo aperto con Pechino in virtù dello storico rapporto personale con Xi Jinping, dall’altra l’Amministrazione USA sta predisponendo una strategia di ridefinizione delle catene del valore globali per mettere in difficoltà Pechino e aumentare la propria capacità di autosufficienza militare.
Scioccata dalle rivendicazioni statunitensi sulla Groenlandia, in difficoltà a causa dei dazi di Trump ma sotto scacco della finanza nordamericana, l’Unione Europea prova a reagire siglando due accordi di libero scambio con aree del mondo alternative quali India e Mercosur.
Due buone notizie hanno caratterizzato i giorni scorsi le relazioni Roma-Pechino.
Prima di parlare di un vero e proprio processo di pace, infatti, sia per la Russia che per i più avveduti tra gli analisti europei sussistono ancora diverse questioni da affrontare.
Durante la visita del presidente russo Vladimir Putin a Nuova Delhi nel dicembre 2025, la Russia ha formalizzato l’accesso militare indiano ai porti navali dell’Artico, l’addestramento nelle operazioni polari e il supporto logistico nell’ambito di un accordo quinquennale (con possibilità di rinnovo), approfondendo la cooperazione militare tra Russia e India nell’Artico.
Con l’annessione di Melitopol, Berdyansk e Mariupol nel 2022, la Russia ha sistematicamente escluso l’Ucraina all’accesso al Mar d’Azov, conseguendo uno dei maggiori successi della S.M.O. Tuttavia, i danni ambientali provocati dal conflitto, avevano finora impedito di sfruttarne le potenzialità.
Lo “yuan dorato” diventerà una seconda ancora globale duratura, non sostituendo il dollaro, ma ponendo fine al suo monopolio: il vero significato dell’Operazione Militare Speciale.
La nuova Strategia di Sicurezza Nazionale (NSS) degli Stati Uniti, apparentemente coerente con il tentativo di Washington di trovare una soluzione diplomatica al conflitto in Ucraina, potrebbe però rappresentare un inganno strategico
Nella nuova Strategia di Sicurezza Nazionale USA, l’area dell’Indo-Pacifico viene definita come un insieme di mercati da conquistare e rotte commerciali da difendere
In sostanza, il Kosovo rappresenta l’ennesimo fallimento di nation building made in USA e nessuna delle sue componenti può dirsi oggi soddisfatta.

