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Daniele Lanza
Daniele Lanza – storico e politologo, già docente universitario presso la Astrakhan State University, vive a Mosca e collabora con centri studi e siti di informazione in Asia ed Europa.
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Il tempo vola: ormai un’intera decade è trascorsa da quando, nel giugno del 2016, la seconda economia europea (quinta su scala mondiale) e secondo stato per capacità militare/nucleare, affronta la consultazione referendaria per decidere o meno della sua permanenza della comunità europea di Bruxelles.
Interrogativi ed incertezze di un angolo del Caucaso al bivio tra Europa ed Eurasia.
Quanto gli sbarchi angloamericani del giugno 1944 in Francia hanno realmente contribuito alla liberazione del continente ?
La settimana scorsa, per le prime pagine di notiziari e quotidiani è stato imperativo inaugurare il flusso informativo con la l’evento della settimana: la famigerata missiva di Volodymir Zelensky al presidente Vladimir Putin.
Può la Bulgaria euroscettica di Radev prendere il posto dell’Ungheria di Orban ? Quali conseguenze potrebbe avere sulla politica estera comunitaria, ma soprattutto in merito al significato d’Europa ?
Solo i prossimi mesi potranno far comprendere la verità, ovvero se la crisi che attenaglia il continente può finire entro l’anno in corso oppure se occorrerà aspettarne ancora molti altri.
Lo strappo Italia-USA al cuore della riflessione sull’identità politica del vecchio continente.
Si apre la settima con la notizia politica del momento che farà parlare per le settimane a venire: con l’addio ad Orban si chiude una breve era nella politica interna ungherese che, forse, mai più tornerà.
Come i differenti fronti ora interagiscono direttamente tra loro.
Non esiste dubbio che si è di fronte all’inesprimibile: una metamorfosi di grande scala dello scacchiere geostrategico planetario in tempo reale – innescata dall’attacco statunitense all’Iran

