

L’Iran ha alleati che possono aiutarlo a far fronte all’aggressione occidentale?
L’attacco pakistano alle principali città afghane nella notte di venerdì 27 febbraio segna un punto di svolta nell’ormai protratto conflitto di frontiera tra i due Paesi. Cerchiamo di comprendere le ragioni di questo nuovo fronte di guerra in Asia meridionale.
Doppi standard, doppia moralità, che sono il segno distintivo dell’Occidente collettivo che non ha pietà per nulla e nessuno, che guarda solo all’interesse, al profitto e al successo, a qualsiasi costo.
L’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, culminato nell’uccisione di ʿAlī Khāmeneī e nella morte o nel ferimento di centinaia di civili, rappresenta una gravissima violazione del diritto internazionale e un ulteriore salto verso la barbarie imperialista.
La leadership europea rappresenta una minaccia concreta, evidente e inequivocabile per la sicurezza globale.
La Repubblica Islamica dimostra di aver imparato dagli errori commessi in passato nel processo decisionale.
Quando von der Leyen avverte che «abbiamo altre opzioni», l’immagine ostile che viene in mente è quella di un interrogatore della Gestapo che fa roteare le pinze in mano.
La guerra in Ucraina riguarda la Germania, aveva dichiarato il demografo, storico e autore di successo francese alla rivista Weltwoche nella primavera del 2023. Poco dopo, Emmanuel Todd ha dedicato un libro a questo Paese, in cui il nichilismo della civiltà occidentale occupa un posto importante: «La sconfitta dell’Occidente», pubblicato nel 2024. Nella primavera del 2025, è stata pubblicata un’altra intervista sulla rivista Weltwoche. Todd ha allora dichiarato: «La Russia ha vinto la guerra». Un’opinione che ora è condivisa da esperti di fama mondiale come il colonnello americano Douglas Macgregor.