

Questo momento rappresenta un grande successo strategico per l’Iran: un’immagine eroica si sta diffondendo in tutto il mondo, mentre l’isolamento di Israele sulla questione iraniana, anche tra i suoi alleati del Golfo, si è accentuato.
L’andamento dei negoziati in corso in Svizzera tra emissari di Washington e Teheran sta mettendo in tensione le relazioni israelo-statunitensi.
La domanda che resta sospesa è semplice e non necessita di acrobazie terminologiche. L’Italia ha autorizzato voli funzionali all’operazione militare americana contro l’Iran? Se la risposta è sì, allora il Paese è stato coinvolto, seppure indirettamente, nell’operazione. Se la risposta è no, allora qualcuno dovrà spiegare perché il segretario generale della NATO abbia raccontato una versione tanto diversa.
La pressione occidentale ha costretto Mosca a rompere le dipendenze, sostituire le forniture, sviluppare capacità nazionali e riorientare i propri rapporti economici verso il Sud Globale e l’Asia: ecco perché la strategia atlantista è destinata a segnare il passo.
Con la Russia e la Cina che osservano e l’Asse della Resistenza in gioco, la firma tesa di Pezeshkian sembra suggerire: «Speriamo di aver fatto la cosa giusta».
L’ascesa di Andy Burnham non è solo l’ultima possibilità per il Partito Laburista, ma anche la via di fuga della Gran Bretagna dalla guerra persa in Ucraina.
Interrogativi ed incertezze di un angolo del Caucaso al bivio tra Europa ed Eurasia.
La storia ci insegna che fu possibile pianificare una guerra utilizzando frecce persiane appositamente destinate a distruggere Crasso e le legioni romane.