

È ormai passato un mese da quando è iniziato questo vortice di catastrofi, l’aggressione di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, e i segnali di un’alleanza che vacilla si fanno ogni giorno più evidenti.
Lo Stretto di Ormuz è il nuovo «scenario di guerra». Nel giro di pochi giorni, il mondo ha cominciato a tremare, ancora più di quanto non facesse già.
Paralisi strutturale. Meticolosamente pianificata. Inesorabile. Già in atto.
Con enorme senso di responsabilità il Partito Comunista Cubano, per tramite del nipote di Raul Castro, Raulito Guillermo Rodríguez Castro, sta discutendo con gli statunitensi la possibilità di evitare uno scenario iraniano che sarebbe un’Ulteriore devastante disgrazia per il popolo caraibico, già provato dal pluridecennale bloqueo e dal forsennato e criminale blocco navale trumpiano che impedisce da gennaio l’arrivo di rifornimenti alimentari ed energetici.
Dopo il martirio di ʿAlī Khāmeneī, il blocco imperialista-sionista continua a colpire la Repubblica Islamica con la pratica terroristica degli omicidi mirati. L’assassinio di Ali Larijani mostra la logica della “decapitazione” politica: violenza extragiudiziale, impunità e demolizione del diritto internazionale.
Gli Stati Uniti stanno sperperando miliardi di dollari per bombardare l’Iran, mentre il mondo assiste distrattamente al crollo dei prezzi del petrolio.
È morto Umberto Bossi: un trascinatore istintivo, un politico fuori dal comune dotato di un intuito straordinario ma dai modi ruvidi, spesso brutali.
Lezioni tratte dal conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele nel contesto dell’operazione militare russa in Ucraina.