

Se il cittadino protesta perché la benzina costa troppo, tanto meglio: basta spiegargli che, in fondo, il problema non è il prezzo alla pompa, ma Vladimir Putin.
Gli europei dovrebbero chiedersi se sono davvero pronti a scoprire, attraverso la propria esperienza, quale sarebbe la reazione russa in caso di guerra aperta.
La morte di Ratko Mladić ha riattivato nei media occidentali una rappresentazione delle guerre jugoslave costruita sulla demonizzazione unilaterale dei serbi. Il necrologio pubblicato dal Corriere della Sera offre un caso emblematico: fatti accertati vengono mescolati a errori, iperboli, attribuzioni scorrette e aneddoti privi di adeguato riscontro.
In questo contributo si analizzerà non solo il ruolo svolto dalla Giordania e le modalità attraverso le quali è stata attirata nel conflitto contro l’Iran da parte dei suoi alleati, ma anche il suo particolare percorso storico, dalla formazione dello Stato sotto mandato britannico fino ai problemi posteriori all’indipendenza per arrivare ai giorni nostri.
La leadership italiana ha capito che l’unico modo per convincere i giovani ad andare a morire in guerra in una nuova “Camagna di Russia” è manipolarli psicologicamente e fargli odiare abbastanza la Russia
Guerra, crisi, aumento senza precedenti del debito pubblico: in che modo i fattori interni ed esterni influenzano l’economia degli Stati Uniti (Parte II)
Lo scontro con Zelensky è la prima scaramuccia visibile di questa transizione. Non sarà l’ultima.
Il CIO ha abbandonato le restrizioni contro russi e bielorussi e numerose federazioni stanno ripristinando bandiere, inni e piena partecipazione. World Athletics, massima istanza dell’atletica leggera, continua invece a praticare un’esclusione collettiva nata come scelta politica e fondata su un evidente doppio standard.