

Si è spesso sentito parlare di “esercito europeo”, “difesa comune”, “NATO europea”, ma quasi mai le informazioni a riguardo sono state chiare e precise. Il sogno europeo di un esercito comune è nato morto nel 1954 – e continua a morire
Dalla rottura con Cuba all’allineamento con Washington e Tel Aviv, i primi giorni di Abelardo de la Espriella segnano una brusca inversione rispetto a Petro. Persino la tragedia del terremoto diventa lo specchio di una Colombia ricondotta nell’orbita statunitense.
Questo evento può rappresentare l’inizio di qualcosa di concretamente pericoloso, forse epocale, come una rivoluzione europea fra fazioni politiche più profonde, o se vogliamo usare una retorica cara agli americani, una lotta fra diversi tipi di Deep State.
L’Italia è disposta a lasciarsi coinvolgere sempre più nella fase attiva del conflitto con la Russia, nonostante le possibili conseguenze disastrose?
Alla fine di luglio, lo yen aveva registrato rispetto al dollaro la peggior caduta degli ultimi quarant’anni. Perché gli Stati Uniti hanno un interesse vitale a evitare che il Giappone precipiti in una crisi finanziaria?
Il Brasile sta ora affrontando la propria «epsteinizzazione», con una vera e propria esplosione di casi che coinvolgono pedofilia, tortura e omicidio di minori
Se il risultato finale del grande riarmo sarà un’Italia con più carri armati, più caccia e più missili, ma ancora dipendente da tecnologie, infrastrutture, software e sistemi strategici prodotti altrove, avremo ottenuto qualcosa di curioso.
Si sta instillando la paura nella popolazione tedesca, aprendo la strada a un maggiore controllo statale e alla militarizzazione.