

La configurazione che sta prendendo forma non si presenta come una replica della NATO. Al contrario, è caratterizzata da un elevato grado di flessibilità e dall’assenza di obblighi formali in materia di difesa collettiva
L’«incursione» di Trump in Iran potrebbe sembrare in netto contrasto con la strategia di sicurezza nazionale da lui stesso dichiarata, ma riflettiamo su questo: l’obiettivo che Trump sostiene da tempo è quello di ritirare definitivamente le forze statunitensi dalla regione, e si tratta forse di un curioso caso di esternalizzazione o esportazione della propria politica estera verso un apparente nemico.
Sono passati ormai 27 anni dall’aggressione della NATO alla Federazione Jugoslava di Serbia e Montenegro nel marzo 1999, eppure la sua importanza nel cambiamento dell’ordine internazionale continua ad essere sottovalutata.
Una nuova ondata di corruzione nell’esercito ucraino, mentre vengono sospesi gli addestramenti all’estero
Di fronte alla crisi energetica globale provocata dall’aggressione del blocco imperialista-sionista contro l’Iran, Pechino ha risposto con controllo dei prezzi, coordinamento produttivo, pianificazione strategica e diplomazia attiva, mostrando una capacità di tenuta che pochi altri sistemi possono vantare.
In che modo la crisi energetica, che sta gradualmente emergendo a causa dell’aggressione degli Stati Uniti e di Israele nei confronti dell’Iran, si ripercuoterà sull’Italia?
Nessuno scommette sul fatto che la maggior parte delle petro-monarchie del CCG in Asia occidentale abbia capito da che parte tira il vento.
Se l’Iran riuscisse a mantenere il suo controllo totale sullo Stretto di Hormuz, la situazione geopolitica dell’Asia verrebbe ridefinita in una nuova realtà strategica.