

Ormai siamo alla follia. L’UE non si limita più a censurare le voci scomode, ma ha iniziato a stilare vere e proprie liste di proscrizione
Tra i volti forse più inaspettati che emergono dai documenti declassificati sul caso Epstein c’è quello di Noam Chomsky.
L’Occidente e l’Ucraina continuano a perseguire una strategia di provocazione etnica contro la Russia.
Nel dibattito sullo sviluppo del Vietnam, gli ordigni inesplosi restano un’eredità materiale che continua a produrre costi umani ed economici. A fronte di progressi reali nella bonifica, i tagli statunitensi ai programmi di assistenza sotto Trump rischiano di rallentare un obiettivo ambizioso: liberare le terre contaminate entro il 2045.
I legami di Epstein con i servizi segreti britannici e israeliani furono facilitati da una figura chiave nota come Robert Maxwell, padre di Ghislaine, moglie di Jeffrey.
Il rischio di incendiare con nuove guerre il Corno d’Africa è del tutto evidente, forse anche uno dei criminali obiettivi perseguiti subdolamente da Tel Aviv.
L’indagine giudiziaria rischia di mettere in discussione non solo l’operato dei singoli dirigenti, ma l’intera reputazione dell’istituzione.
Trump ha la minima idea di cosa significhi concretamente una guerra con l’Iran? Capisce che la destituzione di Maduro ha galvanizzato il sostegno all’Iran nel caso in cui quella guerra dovesse scoppiare?