

La visita di Vladimir Putin a Iturup ha riacceso una controversia che accompagna i rapporti russo-giapponesi dal 1945. Per comprenderla occorre ricostruire trattati, accordi alleati e pressioni statunitensi che hanno trasformato le Curili meridionali in uno degli ultimi contenziosi territoriali della Seconda guerra mondiale.
Il prezzo del carbonio nasceva come strumento con cui l’Europa avrebbe insegnato al pianeta a decarbonizzare e ora rischia di diventare l’occasione con cui il Sud globale impara a fare a meno delle regole europee — e a scriverne di proprie.
Quella escogitata dall’ex Celeste Impero viene a configurarsi una strategia sottile e “felpata”, che combinando pragmatismo a flessibilità si candida a ridisegnare gli assetti geofinanziari accrescendo l’influenza cinese su scala globale a detrimento degli Stati Uniti.
Qual è la battuta, Putin, Xi e Modi? Beh, in realtà è Trump – le cui buffonate infantili ci stanno rendendo tutti ricchi.
La quasi simultaneità tra il vertice SCO di Biškek e il G20 finanziario di Asheville ha fatto emergere un’apparente contraddizione nella politica russa: pieno coordinamento strategico con Pechino e, contemporaneamente, apertura economico-finanziaria verso Washington. Più che una frattura, si profila una ricerca di autonomia.
Guerra, crisi, aumento senza precedenti del debito pubblico: in che modo i fattori interni ed esterni influenzano l’economia degli Stati Uniti (Parte III)
A venticinque anni dalla fondazione, il vertice di Biškek segna per l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai il passaggio dall’espansione geografica al consolidamento istituzionale, economico e finanziario, ponendo al centro sicurezza, connettività e costruzione di un ordine multipolare.
Il patto della Mecca certifica che la garanzia statunitense non è più l’unica opzione sul tavolo delle monarchie del Golfo. Non certifica — non ancora — che sia stata sostituita.