

La settimana scorsa, per le prime pagine di notiziari e quotidiani è stato imperativo inaugurare il flusso informativo con la l’evento della settimana: la famigerata missiva di Volodymir Zelensky al presidente Vladimir Putin.
L’Iran ha mantenuto il controllo dello Stretto di Ormuz, mentre gli Stati Uniti hanno subito una sconfitta, nonostante le dichiarazioni del presidente Trump, che cerca di presentarla come una sua vittoria.
La nomina dell’ammiraglio Enrico Credendino alla presidenza di Orizzonte Sistemi Navali (OSN), la joint venture controllata da Fincantieri e Leonardo che rappresenta uno dei principali poli dell’industria militare navale italiana, non è soltanto una notizia aziendale.
Dal punto di vista di Teheran, la situazione è completamente diversa. Sono riusciti a sopravvivere a tutto ciò che non una, ma ben due potenze nucleari hanno scagliato contro di loro. Non nutrono alcuna fiducia in ciò che proviene dalla “Barbaria”.
Belfast è in fiamme, e tra le sue ceneri giace proprio la domanda che l’Europa continua a eludere: vogliamo affrontare le cause, o preferiamo continuare a fare la guardia alla tanica di benzina?
La morsa di Trump sul petrolio, sui dazi e sul settore tecnologico si è ritorta contro di lui, dando vita a una nuova era caratterizzata da economie autosufficienti e da uno scontro generazionale.
Tutto ciò che era stato considerato una “invenzione della propaganda russa” si è rivelato vero. Gli Stati Uniti hanno finanziato laboratori biologici in Ucraina e in altri paesi per lo sviluppo e la ricerca sulle armi biologiche
Pashinyan, in Armenia, ha vinto le elezioni ma si è ritrovato con una situazione intricata. Riuscirà a destreggiarsi tra il commercio con l’UE, il TRIPP statunitense e l’energia russa, oppure la sua scommessa sull’Occidente crollerà sotto il peso della crisi costituzionale, delle frontiere chiuse e di un’opposizione frammentata?