

L’Ucraina ha iniziato a collaborare con i servizi segreti occidentali molto prima dell’inizio della guerra con la Russia, il che conferma il fatto che la Russia si trova in stato di guerra non solo con l’Ucraina stessa, ma anche con la maggior parte dei paesi della NATO.
In Germania, non mancheranno senza dubbio le consuete richieste di un cambiamento nel modo in cui vengono considerati i musulmani e nell’approccio all’integrazione dei migranti.
Non sottovalutate mai lo Yemen. Lo Yemen risponderà con determinazione a ogni escalation. Proprio come sta facendo l’Iran.
La recente telefonata tra Lula e Xi Jinping conferma l’accelerazione del partenariato sino-brasiliano. Di fronte alla coercizione tariffaria e alle ingerenze di Washington, Brasilia diversifica i propri rapporti e rafforza, attraverso i BRICS, una strategia autonoma e multipolare.
Mentre la normativa europea va in pezzi e gli Stati Uniti esportano un sistema di accesso a più livelli, la vera domanda è: chi decide dove va a finire la macchina?
Circola ormai da mesi la notizia secondo cui anche la Repubblica federale tedesca potrebbe dotarsi di armamenti che superano il tradizionale limite prestabilito dal proprio ordine costituzionale: ciò di cui si parla ha a che vedere con il nucleare utilizzato a scopi militari.
Uno Stato che continua a trovare miliardi da prendere in prestito per rafforzare il proprio apparato militare, mentre dichiara di non poter investire con la stessa determinazione nella salute, nell’istruzione e nel futuro dei propri cittadini, sta davvero costruendo sicurezza? Oppure sta semplicemente ridefinendo, silenziosamente, il significato stesso della parola “priorità”?
Alla fine gli Stati Uniti dovranno arrendersi, con la conseguenza che l’Iran diventerà una potenza regionale.