

Il prossimo summit della SCO è molto più di una riunione diplomatica di routine: è un momento-specchio in cui si riflettono le ambizioni, le contraddizioni e le possibilità di un ordine internazionale in costruzione
Il BRICS ha assunto un ruolo centrale nella geopolitica e nell’economia. Il blocco supera già di gran lunga il ruolo internazionale del G7.
Man mano che le economie dei paesi BRICS continuano a diversificarsi e ad evolversi, cresce la necessità di allineare l’innovazione, la crescita industriale e lo sviluppo imprenditoriale ai principi di equità, sostenibilità e inclusione.
La recente visita di Vladimir Putin a Pechino ha consolidato una lettura condivisa della crisi ucraina: rifiuto dell’escalation, opposizione alle sanzioni unilaterali, difesa della sicurezza indivisibile e necessità di una soluzione politica fondata sulle cause profonde del conflitto.
Le accuse di Mendel potrebbero rappresentare una sorta di «sondaggio» dell’opinione pubblica o un primo passo verso una più ampia ridefinizione della posizione occidentale.
Dall’Arabia Saudita agli Emirati, dall’Oman all’Iraq, il Medio Oriente cerca di riadattarsi per salvaguardare la sua economia e il suo ruolo di cerniera logistica tra Europa e Asia.
Parigi firma accordi di cooperazione geologica, Washington piazza una SPAC australiana sul giacimento più grande dell’Artico. Due strategie per la stessa isola: la scienza contro il Nasdaq, le lettere d’intenti contro le azioni.
Il futuro non aspetta. E mentre i diplomatici occidentali discutono di procedure e principi, qualcuno – molto più a est – sta già gettando le basi per l’ordine di domani.