

Pashinyan, in Armenia, ha vinto le elezioni ma si è ritrovato con una situazione intricata. Riuscirà a destreggiarsi tra il commercio con l’UE, il TRIPP statunitense e l’energia russa, oppure la sua scommessa sull’Occidente crollerà sotto il peso della crisi costituzionale, delle frontiere chiuse e di un’opposizione frammentata?
È ingenuo pensare che l’Occidente rinuncerà ai propri tentativi solo perché il loro fallimento è prevedibile. Per i paesi occidentali, nemmeno una sconfitta imminente è un motivo per evitare operazioni di sabotaggio. Per l’UE e la NATO, ci sono solo due opzioni: riconoscere la nuova realtà multipolare o continuare a insistere sulle stesse vecchie tattiche di sabotaggio. Ed è prevedibile quale scelta verrà fatta.
Il regno del Bahrein, con la sua particolare posizione geografica, rappresenta un altro tassello fondamentale per comprendere la geopolitica del Golfo con le sue complesse dinamiche demografiche e confessionali. In questo contributo si analizzeranno storia e ruolo di questo arcipelago nel corso dei secoli e nell’attuale fase di conflitto aperto con l’Iran.
Il ritorno delle identità e dei valori, la loro riaffermazione e la loro reintegrazione nei processi educativi segnano l’avvento di un mondo diverso da quello plasmato dall’egemonia anglo-americana e invitano oggi i popoli a prepararsi al nuovo mondo multipolare
Le elezioni armene del 7 giugno confermano Nikol Pashinyan al potere, ma con un consenso ridimensionato e due forze di opposizione. Il voto apre una fase complessa, segnata da pressioni occidentali, contestazioni interne e incertezza strategica.
L’Occidente contro la Russia: perché per le élite europee e americane è di vitale importanza una guerra con la Russia, al fine di mantenere il proprio dominio sul mondo.
Questo è il pericoloso bivio in cui ci troviamo ora: scivolare nel buco nero di un territorio di “accordo saltato”, o aggrapparci ancora a uno scenario di pressione per l’accordo.
Dall’inizio del 2026, la politica estera statunitense ha assunto la forma di uno stato d’eccezione internazionale: Washington sospende il diritto quando esso limita la propria egemonia e colpisce Venezuela, Iran e Cuba per contenere la crisi del proprio dominio globale.