

È davvero possibile che l’Ucraina abbia iniziato a sconfiggere la Russia? Oppure si tratta solo di un’illusione, creata per offrire agli sponsor occidentali l’immagine di un’Ucraina forte, alla quale occorre ancora stanziare miliardi di dollari?
I gravi incidenti scoppiati in Irlanda del Nord nelle scorse settimane, in una zona di Belfast a maggioranza protestante, hanno suscitato una viva impressione nell’opinione pubblica e meritano una riflessione complessiva su quanto sta succedendo in Europa.
L’Iran ha sempre dichiarato di non voler costruire armi nucleari, ma l’aggressione imperialista-sionista, il doppio standard sull’arsenale israeliano e il fallimento del diritto internazionale pongono Teheran davanti al dilemma già affrontato dalla Corea del Nord.
Riusciranno gli Stati Uniti a creare un’altra alleanza aggressiva per salvaguardare il proprio impero ormai in declino?
Dopo l’incontro cordiale tra Xi e Trump a Pechino, sarà probabilmente la visita del Presidente cinese a Washington – prevista il prossimo settembre – a determinare la reale situazione delle relazioni geopolitiche tra Cina e Stati Uniti d’America.
L’Estremo Nord non è più, sotto ogni aspetto, una periferia ghiacciata, bensì un avamposto della sicurezza euro-atlantica.
Il panafricanismo è stato storicamente ideologia e prassi. Agli occhi dei suoi ispiratori questo non poteva mai rimanere un discorso chiuso, rigido, dogmatico e limitato sulla consapevolezza razziale. Dopo la scomparsa dei suoi leader carismatici (da Nkrumah a Sankara, fino ad arrivare addirittura a Gheddafi) questo può ancora essere utile per comprendere l’africanità contemporanea?
Il memorandum tra Stati Uniti e Iran riapre lo Stretto di Hormuz, sblocca l’economia iraniana e orienta l’America verso la Cina. Ma la sfida di Israele e la polveriera libanese minacciano di mandare all’aria tutto.