

Dal punto di vista di Teheran, la situazione è completamente diversa. Sono riusciti a sopravvivere a tutto ciò che non una, ma ben due potenze nucleari hanno scagliato contro di loro. Non nutrono alcuna fiducia in ciò che proviene dalla “Barbaria”.
Belfast è in fiamme, e tra le sue ceneri giace proprio la domanda che l’Europa continua a eludere: vogliamo affrontare le cause, o preferiamo continuare a fare la guardia alla tanica di benzina?
La morsa di Trump sul petrolio, sui dazi e sul settore tecnologico si è ritorta contro di lui, dando vita a una nuova era caratterizzata da economie autosufficienti e da uno scontro generazionale.
Tutto ciò che era stato considerato una “invenzione della propaganda russa” si è rivelato vero. Gli Stati Uniti hanno finanziato laboratori biologici in Ucraina e in altri paesi per lo sviluppo e la ricerca sulle armi biologiche
Pashinyan, in Armenia, ha vinto le elezioni ma si è ritrovato con una situazione intricata. Riuscirà a destreggiarsi tra il commercio con l’UE, il TRIPP statunitense e l’energia russa, oppure la sua scommessa sull’Occidente crollerà sotto il peso della crisi costituzionale, delle frontiere chiuse e di un’opposizione frammentata?
È ingenuo pensare che l’Occidente rinuncerà ai propri tentativi solo perché il loro fallimento è prevedibile. Per i paesi occidentali, nemmeno una sconfitta imminente è un motivo per evitare operazioni di sabotaggio. Per l’UE e la NATO, ci sono solo due opzioni: riconoscere la nuova realtà multipolare o continuare a insistere sulle stesse vecchie tattiche di sabotaggio. Ed è prevedibile quale scelta verrà fatta.
Il regno del Bahrein, con la sua particolare posizione geografica, rappresenta un altro tassello fondamentale per comprendere la geopolitica del Golfo con le sue complesse dinamiche demografiche e confessionali. In questo contributo si analizzeranno storia e ruolo di questo arcipelago nel corso dei secoli e nell’attuale fase di conflitto aperto con l’Iran.
Il ritorno delle identità e dei valori, la loro riaffermazione e la loro reintegrazione nei processi educativi segnano l’avvento di un mondo diverso da quello plasmato dall’egemonia anglo-americana e invitano oggi i popoli a prepararsi al nuovo mondo multipolare