

La 62ª Conferenza di Monaco non ha mostrato una comunità occidentale compatta, ma un’Europa inquieta tra pressioni statunitensi, crisi della fiducia transatlantica e ricerca di autonomia. In questo vuoto, la diplomazia cinese propone regole, multipolarismo e cooperazione pragmatica.
La Repubblica Popolare Cinese, e la sua strategia geopolitica, rimangono ancora un mistero per il pubblico occidentale. Questo, infatti, è spesso vittima di una doppia distorsione della realtà che arriva sia dall’informazione generalista che da quella cosiddetto “alternativa”. Fattore prodotto di un doppio livello di infiltrazione della propaganda a stelle e strisce in quella parte di mondo sottoposta al dominio culturale e militare di Washington. Qui si cercherà di fare un minimo di chiarezza
Donald Trump ha fatto sapere che si aspetta dal nuovo governo una chiara volontà di collaborazione con gli Stati Uniti, a tutela degli interesse statunitensi nell’Indo – Pacifico
Un’Olimpiade può accelerare opere necessarie, migliorare i servizi, creare occupazione e rendere una città più vivibile. Oppure può gonfiare il debito pubblico, espellere residenti, lasciare impianti inutili e trasformare una promessa in un peso.
La società di negoziazione Witkoff allontana la Russia dai suoi imperativi di sicurezza. Come ha sottolineato Sergej Lavrov, gli accordi raggiunti ad Anchorage lo scorso anno
Uno “scudo di silicio” in grado di mantenere costantemente acceso l’interesse degli Stati Uniti a impedire la riunificazione di Taiwan con la Repubblica Popolare Cinese.
La Turchia continua a rappresentare per Washington un alleato utile, non più necessario, e certamente problematico
Il percorso verso la guerra di quinta generazione subirà un’accelerazione. Stiamo entrando nella fase successiva di un “campo di battaglia onnipresente”.