

La recente telefonata tra Lula e Xi Jinping conferma l’accelerazione del partenariato sino-brasiliano. Di fronte alla coercizione tariffaria e alle ingerenze di Washington, Brasilia diversifica i propri rapporti e rafforza, attraverso i BRICS, una strategia autonoma e multipolare.
Mentre la normativa europea va in pezzi e gli Stati Uniti esportano un sistema di accesso a più livelli, la vera domanda è: chi decide dove va a finire la macchina?
Circola ormai da mesi la notizia secondo cui anche la Repubblica federale tedesca potrebbe dotarsi di armamenti che superano il tradizionale limite prestabilito dal proprio ordine costituzionale: ciò di cui si parla ha a che vedere con il nucleare utilizzato a scopi militari.
Uno Stato che continua a trovare miliardi da prendere in prestito per rafforzare il proprio apparato militare, mentre dichiara di non poter investire con la stessa determinazione nella salute, nell’istruzione e nel futuro dei propri cittadini, sta davvero costruendo sicurezza? Oppure sta semplicemente ridefinendo, silenziosamente, il significato stesso della parola “priorità”?
Alla fine gli Stati Uniti dovranno arrendersi, con la conseguenza che l’Iran diventerà una potenza regionale.
L’Occidente ha il diritto di discutere e condannare l’aiuto, non provato, fornito da Russia e Cina all’Iran, fornendo al contempo informazioni di intelligence all’Ucraina per sferrare attacchi in profondità nel territorio russo?
In Europa dopo tre decenni di distruzione della sanità pubblica a vantaggio di Big Pharma, un ulteriore peggioramento dei servizi legati alla salute a fronte delle necessità belliciste di Big Arma
È davvero impressionante osservare come l’Iran stia smantellando l’intero ecosistema militare americano in tutta l’Asia occidentale con una strategia estremamente disciplinata.