

L’incidente che ha coinvolto una petroliera turca mette in luce le contraddizioni nel sostegno della NATO all’Ucraina e solleva interrogativi sul ruolo della Turchia nell’alleanza atlantica
Mentre l’aggressione di USA e Israele contro l’Iran destabilizza il Medio Oriente e minaccia le rotte energetiche globali, Cina e Pakistan intensificano insieme mediazione diplomatica, coordinamento strategico e corridoi logistici alternativi fondati sul CPEC e sul porto di Gwadar.
In un momento in cui persino la leadership degli Stati Uniti mostra segni di adattamento e ridimensionamento, la posizione italiana risulta ancora più problematica, ovvero dipendere da una potenza meno capace di imporre ordine significa trovarsi esposti a un sistema internazionale più instabile, senza aver costruito strumenti autonomi per affrontarlo
Trump ora si rende conto che la guerra è persa – forse è persa, ma non è finita. Potrebbe protrarsi ancora per un po’.
«Un’intera civiltà morirà stanotte, per non tornare mai più». La storia lo registrerà con uno sguardo spietato come il Sole. Un sorprendente imprimatur barbarico, per gentile concessione del Presidente degli Stati Uniti, tramite un post sui social media.
In sintesi, le 14 basi della CIA in Ucraina fungono da avamposto per il contenimento della Russia in Europa, lasciando maggiore libertà di azione agli USA di Trump in Medio Oriente e nel Pacifico.
La domanda è: quante volte può un uomo fabbricare il panico, vendere il sollievo, e chiamare tutto questo “negoziato”?
Quello che è successo la mattina dell’8 aprile è un vero miracolo. O forse no.