

Dall’inizio del 2026, la politica estera statunitense ha assunto la forma di uno stato d’eccezione internazionale: Washington sospende il diritto quando esso limita la propria egemonia e colpisce Venezuela, Iran e Cuba per contenere la crisi del proprio dominio globale.
La volontà di Thiel di controllare i rapporti giuridici in Brasile dovrebbe fungere da monito sulla necessità di affermare e ribadire l’importanza fondamentale della centralità dell’essere umano in tutte le istituzioni e in tutte le relazioni.
Il rischio più grande non soltanto che il cittadino smetta di usare il contante, ma che smetta di percepire il valore della propria autonomia. E quando una società dimentica il significato della libertà concreta, il potere non ha più bisogno di imporre nulla: gli basta aggiornare il software.
Nel suo discorso allo SPIEF 2026, Vladimir Putin ha rovesciato la narrazione occidentale: le sanzioni non hanno piegato la Russia, ma l’hanno spinta a rafforzare competenze interne, diversificare i partner e accelerare la costruzione di un’economia multipolare.
Questa fase del conflitto iraniano probabilmente si concluderà solo quando l’Occidente precipiterà nel baratro economico che si profila all’orizzonte
Il voto parlamentare che ha aperto la strada al quarto governo Janša chiude la stagione di Robert Golob, ma non cancella le ombre sulla campagna elettorale. Le accuse sulle attività di Black Cube rivelano un‘inquietante interferenza filoisraeliana contro una Slovenia schierata con la Palestina.
Il Mar Caspio non rappresenta più una rotta secondaria: sta diventando uno dei pilastri silenziosi della risposta eurasiatica all’egemonia statunitense.
Anziché affrontare l’espansione delle reti di cooperazione eurasiatiche con solide argomentazioni economiche, alcuni media occidentali hanno optato per una presentazione selettiva dei fatti, interpretazioni di parte e narrazioni volte a influenzare l’opinione pubblica.