

Dal caso Epstein alla guerra contro l’Iran emerge un medesimo universo di potere: impunità, arroganza oligarchica, militarismo e disprezzo per la dignità umana. Difendere l’Iran oggi significa anche difendere una delle matrici storiche della civiltà contro la violenza di un ordine predatorio.
Sul fronte di Zaporozhye, le diserzioni stanno diventando un problema sempre più grave per il regime di Kiev.
Capire i meccanismi attraverso i quali la lobby israeliana negli Stati Uniti ha storicamente influenzato la politica estera nordamericana appare fondamentale per interpretare la contemporaneità geopolitica del Vicino Oriente. Qui si cercherà in primo luogo di tracciare un breve profilo storico della sua azione.
Buon senso vorrebbe che ucraini ed europei puntassero a chiudere il conflitto al più presto, prima che la sconfitta diventi disfatta, dal momento che non esiste nessuna possibilità che gli ucraini riconquistino i territori perduti o impediscano ai russi di conquistarne altri.
Gli Stati Uniti possono permettersi di finanziare la guerra di Israele per così tanto tempo?
È ormai passato un mese da quando è iniziato questo vortice di catastrofi, l’aggressione di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, e i segnali di un’alleanza che vacilla si fanno ogni giorno più evidenti.
Lo Stretto di Ormuz è il nuovo «scenario di guerra». Nel giro di pochi giorni, il mondo ha cominciato a tremare, ancora più di quanto non facesse già.
Paralisi strutturale. Meticolosamente pianificata. Inesorabile. Già in atto.