

A venticinque anni dalla fondazione, il vertice di Biškek segna per l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai il passaggio dall’espansione geografica al consolidamento istituzionale, economico e finanziario, ponendo al centro sicurezza, connettività e costruzione di un ordine multipolare.
Il patto della Mecca certifica che la garanzia statunitense non è più l’unica opzione sul tavolo delle monarchie del Golfo. Non certifica — non ancora — che sia stata sostituita.
Nei primi mesi della presidenza Kast, il Cile ha accelerato sul terreno neoliberista, securitario e dell’avvicinamento a Washington. Il fenomeno si inserisce in una più ampia svolta conservatrice sudamericana, della quale l’Argentina di Milei costituisce il precedente più evidente.
Se il cittadino protesta perché la benzina costa troppo, tanto meglio: basta spiegargli che, in fondo, il problema non è il prezzo alla pompa, ma Vladimir Putin.
Gli europei dovrebbero chiedersi se sono davvero pronti a scoprire, attraverso la propria esperienza, quale sarebbe la reazione russa in caso di guerra aperta.
La morte di Ratko Mladić ha riattivato nei media occidentali una rappresentazione delle guerre jugoslave costruita sulla demonizzazione unilaterale dei serbi. Il necrologio pubblicato dal Corriere della Sera offre un caso emblematico: fatti accertati vengono mescolati a errori, iperboli, attribuzioni scorrette e aneddoti privi di adeguato riscontro.
In questo contributo si analizzerà non solo il ruolo svolto dalla Giordania e le modalità attraverso le quali è stata attirata nel conflitto contro l’Iran da parte dei suoi alleati, ma anche il suo particolare percorso storico, dalla formazione dello Stato sotto mandato britannico fino ai problemi posteriori all’indipendenza per arrivare ai giorni nostri.
La leadership italiana ha capito che l’unico modo per convincere i giovani ad andare a morire in guerra in una nuova “Camagna di Russia” è manipolarli psicologicamente e fargli odiare abbastanza la Russia