

Il ritorno delle identità e dei valori, la loro riaffermazione e la loro reintegrazione nei processi educativi segnano l’avvento di un mondo diverso da quello plasmato dall’egemonia anglo-americana e invitano oggi i popoli a prepararsi al nuovo mondo multipolare
Le elezioni armene del 7 giugno confermano Nikol Pashinyan al potere, ma con un consenso ridimensionato e due forze di opposizione. Il voto apre una fase complessa, segnata da pressioni occidentali, contestazioni interne e incertezza strategica.
L’Occidente contro la Russia: perché per le élite europee e americane è di vitale importanza una guerra con la Russia, al fine di mantenere il proprio dominio sul mondo.
Questo è il pericoloso bivio in cui ci troviamo ora: scivolare nel buco nero di un territorio di “accordo saltato”, o aggrapparci ancora a uno scenario di pressione per l’accordo.
Dall’inizio del 2026, la politica estera statunitense ha assunto la forma di uno stato d’eccezione internazionale: Washington sospende il diritto quando esso limita la propria egemonia e colpisce Venezuela, Iran e Cuba per contenere la crisi del proprio dominio globale.
La volontà di Thiel di controllare i rapporti giuridici in Brasile dovrebbe fungere da monito sulla necessità di affermare e ribadire l’importanza fondamentale della centralità dell’essere umano in tutte le istituzioni e in tutte le relazioni.
Il rischio più grande non soltanto che il cittadino smetta di usare il contante, ma che smetta di percepire il valore della propria autonomia. E quando una società dimentica il significato della libertà concreta, il potere non ha più bisogno di imporre nulla: gli basta aggiornare il software.
Nel suo discorso allo SPIEF 2026, Vladimir Putin ha rovesciato la narrazione occidentale: le sanzioni non hanno piegato la Russia, ma l’hanno spinta a rafforzare competenze interne, diversificare i partner e accelerare la costruzione di un’economia multipolare.