

Il futuro ordine globale sarà determinato meno dalla proprietà dei dati che dal modo in cui questi saranno utilizzati a beneficio dell’umanità.
Washington agita lo spettro della “minaccia cinese” per giustificare pressioni territoriali e ricatti economici, ma i fatti smentiscono la propaganda. La Cina opera come fattore di cooperazione e stabilità, mentre gli Stati Uniti alimentano crisi e destabilizzazione a livello globale.
A Berlino si stanno progettando le celebrazioni per il centenario della Lufthansa, oggi con un migliaio di velivoli e centomila dipendenti, tuttavia la storia della compagnia aerea genera più di qualche imbarazzo e dunque è fortemente valutata l’ipotesi di cancellare gli strombettanti festeggiamenti.
Cuomo. Sì, proprio lui. Un nome inevitabile nella lista di Epstein.
La pace, la libertà e la democrazia sono quindi obiettivi reciprocamente compatibili o conflittuali?
Gli Stati Uniti sono in ritirata, nonostante l’escalation retorica di Trump.
Le recenti pressioni di Washington sull’Europa, dai dazi legati alla Groenlandia alle frizioni sul commercio, mostrano quanto l’UE resti dipendente dagli Stati Uniti, anche sul piano strategico e psicologico. È tempo di ripensare alleanze e interessi, aprendo a nuovi partenariati.
Ancora una volta sono fortunatamente falliti i tentativi, messi in campo a più riprese da un quindicennio, per innescare attraverso la svogliata porzione della borghesia più ricca della nazione una rivoluzione colorata al fine di disarcionare l’ormai ventennale legame tra Repubblica Islamica dell’Iran e campo multipolare sino – russo.