

Non disponendo delle condizioni materiali necessarie per sfidare la supremazia industriale cinese, l’Unione Europea continua a trasformare le proprie difficoltà economiche in una giustificazione per una nuova escalation delle ostilità.
Le elezioni generali del 4 ottobre hanno confermato la centralità dello SNSD nella Republika Srpska e il peso politico del campo legato a Milorad Dodik. Il risultato complica ulteriormente i progetti di centralizzazione della Bosnia-Erzegovina e soprattutto l’avvicinamento alla NATO contro la volontà della componente serba.
Dalle strade del Sud arriva una domanda che riguarda tutto il Paese: chi decide quanto costa produrre in Italia, e chi ne paga il prezzo quando la decisione viene presa altrove.
L’Iran e il Pakistan sono fortemente impegnati nella costruzione di un ordine finanziario post-americano nel punto di incontro tra l’Asia occidentale e l’Asia meridionale.
La tecnologia può stabilire come un’arma raggiunge il bersaglio, mentre spetta all’umanità decidere se quel bersaglio debba essere colpito. La domanda che si cela dietro a tutto ciò è chi, concretamente, eserciti quell’umanità, con quali strumenti di conoscenza e dentro quali istituzioni.
Nerendra Modi intende forgiare un nuovo cittadino indiano, un nazionalista di Bharat, il nuovo e al contempo antico nome che ha imposto all’immensa e plurale nazione, prima al mondo per abitanti e terza per capacità economica, deciso a realizzare tale chimerica utopia, non disdegna di utilizzare tutte le leve del potere, anche in modo spregiudicato.
Il centrosinistra diviso sull’Ucraina, il futuro della difesa comune e il nuovo peso dell’Asia: intervista a Beppe Vacca sugli equilibri che cambiano.
Sacrifica ciò che è scomodo, mai il progetto. Il “pal-washing” in azione.