

La dichiarazione di Trump offre una prospettiva mediatica molto interessante e potrebbe segnare la fine del “Progetto Ucraina”, un argomento che merita di essere approfondito.
La vittoria del Parti Québécois e il referendum del 19 ottobre in Alberta riportano al centro il problema della coesione canadese. La separazione resta minoritaria, soprattutto nell’Ovest, ma il riemergere simultaneo delle spinte centrifughe rappresenta una sfida politica per Mark Carney.
Il Comitato militare della NATO al completo si è appena recato a Kiev. Sta analizzando la guerra in Ucraina come se fosse il proprio banco di prova.
Nel dicembre 2021, la Russia presentò agli Stati Uniti e alla NATO due bozze di accordi formali per ottenere garanzie di sicurezza legalmente vincolanti, facendo intendere che se non fossero state accolte ci sarebbero state delle conseguenze.
BRICS Pay non è una valuta né una rete di regolamento: è interoperabilità. E a Nuova Delhi i leader si sono limitati a “prenderne atto”.
La netta bocciatura dell’iniziativa sulla neutralità lascia formalmente intatto lo storico status della Confederazione, ma consolida una traiettoria iniziata con le sanzioni contro la Russia nel 2022 e proseguita con una crescente interoperabilità militare con la NATO.
Quando si torna indietro e si osserva davvero la rappresentazione storica delle «realtà russe» nei media di lingua inglese, si nota che Putin è sull’orlo della destituzione dal 2000 e da allora anche l’economia russa è sull’orlo del collasso. Tutto ciò che viene scritto sulla Russia in inglese in Occidente è una menzogna.
L’Impero ottomano e in minor misura seppur ugualmente lo stato turco fondato da Mustafà Kemal, detto Atatürk, ovvero padre dei turchi, era ed è una nazione formata da molti popoli, ma non cosmopolita, bensì polietnica, la turchicità e la lingua turca ne rappresentavano e ne rappresentano la sintesi