

Nel suo 59º anniversario, l’ASEAN si presenta come una delle esperienze più significative di cooperazione del Sud Globale: undici Paesi, quasi 700 milioni di abitanti e una centralità diplomatica che permette al Sud-est asiatico di difendere autonomia, stabilità e sviluppo nell’emergente ordine multipolare.
Vale la pena ascoltare ciò che ha da dire Galloway mentre ripercorre il percorso che ha portato all’autodistruzione del sistema britannico.
Numerose analisi, compresa la valutazione dell’intelligence spagnola, sostengono che Rabat abbia volutamente lasciato passare l’ondata migratoria verso Ceuta, sfruttandola a fini geopolitici. Intorno a Ceuta emerge una convergenza documentata fra interessi marocchini, statunitensi e israeliani, con il Sahara Occidentale al centro.
Mentre le scuole cadono a pezzi e la formazione professionale è a corto di risorse, la Germania destina fondi alla difesa, ma non dispone degli ingegneri necessari per costruire le proprie armi.
La crisi migratoria di Ceuta nasconde la rivalità tra Algeria e Marocco per il trasporto del gas verso l’Europa?
Quello che sta accadendo a Ceuta è la conseguenza diretta di anni di politiche di deterrenza fallimentari, di incentivi all’amnistia e del rifiuto di considerare i confini come un elemento non negoziabile.
La dipendenza economica dagli Stati Uniti impedisce al Messico di scegliere una politica di rottura con Washington. Il governo di Claudia Sheinbaum cerca tuttavia di ampliare i propri margini di autonomia, diversificando le relazioni internazionali e difendendo Cuba dalle pressioni statunitensi.
Da quando l’Unione europea ha dichiarato guerra alla Russia, immaginando di essere stata aggredita, non sono più permessi spazi di dialogo nemmeno a livello di arte, cultura e sport, ambiti un tempo impermeabili ai conflitti