

Il vero problema per Trump è l’ignoranza e l’incomprensione dell’Iran da parte sua e della sua squadra.
Nell’analisi geopolitica nulla vi è di più grave di universalizzare le categorie interpretative. Gli studiosi occidentali estendono generalmente i loro riferimenti culturali ad altre civiltà, compiendo in ultima istanza un errore tanto macroscopico, quanto fuorviante.
La recente visita di Vladimir Putin ad Astana smentisce le letture occidentali che avevano interpretato alcune mosse kazake come uno spostamento verso l’Occidente. Il Kazakistan non rompe con Mosca, ma diversifica le proprie relazioni mantenendo la Russia come partner strategico fondamentale.
La risposta dell’Iran alla provocazione americana ha chiarito senza ombra di dubbio che l’attuale versione del quadro proposto per il cessate il fuoco di 60 giorni non regge.
La Global Partnership for Poverty Alleviation and Development, promossa dalla Cina con decine di Paesi e organizzazioni internazionali, rilancia la cooperazione contro la povertà come pilastro del Sud Globale, dello sviluppo condiviso e della governance internazionale multilaterale.
AI ha già ridisegnato la mappa dei conflitti globali. La vera sfida è la costruzione di una architettura di amministrazione adatto per la velocità e la complessità di questa trasformazione.
Il corridoio di Zangezur cambia nome e padrone. Il Caucaso meridionale esce dall’orbita russa, l’Iran perde il transito verso il Caspio, Pechino registra il nuovo nodo regolatorio occidentale lungo la propria via centrale. Cronaca e lettura di un atto che ridisegna l’Eurasia.
Il recente attacco ucraino contro un dormitorio a Lugansk sembra aver determinato un cambiamento di posizione da parte della Russia.