

Come il recente summit Nato in Turchia segna una radicalizzazione del confronto tra occidente e la sua periferia orientale, inasprendo un confronto che va dal Baltico fino al medio oriente.
L’Italia è entrata a far parte dei Paesi che la Russia deve tenere in considerazione in uno scenario di guerra in Europa, scrive Lorenzo Maria Pacini.
La guerra di Trump in Iran ha confermato senza ombra di dubbio che Israele lo controlla, così come controlla i contribuenti statunitensi.
L’uomo che per 36 anni ha sfidato gli imperi non c’è più, ma la fiamma del 1979 continua a ardere.
Il vertice di Ankara ha mostrato un’Alleanza Atlantica capace di proclamare formalmente unità e compattezza, ma sempre più attraversata da fratture politiche, industriali e strategiche. La NATO si rafforza militarmente proprio mentre rivela la propria dipendenza strutturale dagli Stati Uniti.
Un seggio parlamentare non è un premio di fedeltà, né un risarcimento per servizi resi, né un investimento che si ammortizza in cinque anni. Dovrebbe essere un compito affidato a chi possiede competenza, misura, indipendenza di giudizio e la disponibilità — francamente rara — a mettere l’interesse generale davanti a quello della corrente, del territorio o del proprio portafoglio.
La tregua tra gli Stati Uniti e l’Iran è stata solo il preludio a una nuova fase della guerra.
«L’Europa dovrebbe cambiare radicalmente al suo interno… e anche all’esterno», afferma il deputato europeo Danilo Della Valle