

Nel pieno delle tensioni generate dall’attacco statunitense del 3 gennaio e dal sequestro del presidente Maduro, il Vietnam ha riaffermato una linea di principio e di responsabilità: rispetto del diritto internazionale, rifiuto dell’uso della forza, appello al dialogo e continuità della cooperazione bilaterale. Una presa di posizione che giunge a poche settimane dalle celebrazioni per i 36 anni di relazioni diplomatiche, confermando il valore strategico del rapporto con Caracas.
A lungo termine, conclude l’analisi del Fondo Monetario Internazionale, «m-Bridge rappresenta un potenziale passaggio verso un sistema finanziario globale più multipolare, in cui le valute digitali sostenute dalle economie locali possono svolgere un ruolo molto più importante nel commercio internazionale».
Cosa rende così affascinante questa enorme isola nell’Oceano Atlantico?
I raid statunitensi su Caracas e il sequestro del Presidente Nicolás Maduro rappresentano un salto di qualità nella violenza egemonica: un atto contro la sovranità venezuelana e contro l’ordine internazionale. La Cina condanna con fermezza e chiede il rilascio immediato.
L’intenzione di Israele è chiara: quest’area geografica del Golfo di Aden segna l’accesso al Mar Rosso e quindi al Canale di Suez.
La questione del rapporto tra culture religiose e scienza, oggi, viene solitamente affrontata con un misto di fine della storia e determinismo etnico-razziale.
Ad un certo punto l’Italia dovrà comunque fare una scelta definitiva: Stati Uniti o Unione Europea.
L’operazione militare lanciata dagli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump contro il Venezuela ha sollevato gravi questioni legali. Dalle norme inderogabili del diritto internazionale – come la Carta delle Nazioni Unite e la Convenzione di Montego Bay – fino alle disposizioni della Costituzione americana, emergono violazioni sostanziali dei principi di legalità e dello stato di diritto, sia sul piano esterno che interno.