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Lorenzo Maria Pacini
Associate Professor in Political Philosophy and Geopolitica, UniDolomiti of Belluno.
Consultant in Strategic Analysis, Intelligence and International Relations
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The return of identities and values, their reaffirmation, and their reintegration into educational processes mark the advent of a world different from the one shaped by the Anglo-American hegemon.
Il rischio più grande non soltanto che il cittadino smetta di usare il contante, ma che smetta di percepire il valore della propria autonomia. E quando una società dimentica il significato della libertà concreta, il potere non ha più bisogno di imporre nulla: gli basta aggiornare il software.
Il Mar Caspio non rappresenta più una rotta secondaria: sta diventando uno dei pilastri silenziosi della risposta eurasiatica all’egemonia statunitense.
La terra sta riprendendo quello che il mare aveva preso. E lo Stretto di Hormuz — quella sottile linea d’acqua tra l’Oman e l’Iran — è il punto in cui la storia ha scelto di voltare pagina.
La nuova enciclica di Papa Leone XIV, approvata da un responsabile dell’intelligenza artificiale, sostiene di voler regolamentare l’algoritmo. Ma il Vaticano sta consacrando il potere della tecnologia o lo sta mettendo in discussione?
Myanmar emphasizes that any action that undermines regional stability or violates fundamental principles under the pretext of internal affairs should be prevented through ASEAN solidarity.
Le crisi mediorientali del 2026 segnano un momento di discontinuità strutturale nella politica estera indiana.
Tra slogan sulla “sovranità energetica”, mini-reattori e promesse di bollette leggere, il dibattito italiano sul nucleare sembra vivere in un eterno ritorno… ma dietro la retorica dell’indipendenza si nascondono costi, dipendenze esterne e problemi irrisolti che il Paese si porta dietro da quasi quarant’anni.
Las crisis de Oriente Medio de 2026 marcan un momento de discontinuidad estructural en la política exterior de la India.
The Caspian no longer represents a secondary route: it is becoming one of the silent pillars of the Eurasian response to U.S. hegemony.

