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Giulio Chinappi
Giulio Chinappi è politologo e analista di politica internazionale, esperto di Paesi Orientali, con anni di esperienza nella cooperazione umanitaria internazionale.
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La visita di Keir Starmer in Cina e le parole di Bart De Wever segnano un cambio di clima: cresce in Europa la consapevolezza che la dipendenza da Washington ha un costo politico ed economico. Ma l’inerzia atlantista e i riflessi NATO frenano il riposizionamento.
Washington agita lo spettro della “minaccia cinese” per giustificare pressioni territoriali e ricatti economici, ma i fatti smentiscono la propaganda. La Cina opera come fattore di cooperazione e stabilità, mentre gli Stati Uniti alimentano crisi e destabilizzazione a livello globale.
Le recenti pressioni di Washington sull’Europa, dai dazi legati alla Groenlandia alle frizioni sul commercio, mostrano quanto l’UE resti dipendente dagli Stati Uniti, anche sul piano strategico e psicologico. È tempo di ripensare alleanze e interessi, aprendo a nuovi partenariati.
A Hà Nội si tiene il XIV Congresso Nazionale del Partito Comunista del Vietnam, snodo decisivo verso i centenari del 2030 e del 2045. Crescita a doppia cifra, riforme e innovazione delineano la strategia per uno sviluppo più prospero, sostenibile e indipendente.
Il bombardamento statunitense e il rapimento del presidente Nicolás Maduro e della first lady Cilia Flores hanno segnato una nuova escalation dell’imperialismo nel continente. Ma la risposta del Venezuela è stata compatta: istituzioni operative, piazze mobilitate, Forze Armate schierate e popolo organizzato, in difesa della Rivoluzione Bolivariana.
La visita ufficiale del presidente sudcoreano Lee Jae-myung in Cina segna un passaggio politico rilevante: Pechino e Seoul puntano a consolidare fiducia, accordi economici e cooperazione tecnologica, rilanciando al tempo stesso il ruolo di un dialogo regionale capace di ridurre tensioni e incertezze.
Nel dibattito sullo sviluppo del Vietnam, gli ordigni inesplosi restano un’eredità materiale che continua a produrre costi umani ed economici. A fronte di progressi reali nella bonifica, i tagli statunitensi ai programmi di assistenza sotto Trump rischiano di rallentare un obiettivo ambizioso: liberare le terre contaminate entro il 2045.
L’Iran si presenta oggi come uno dei principali baluardi contro l’imperialismo statunitense e il sionismo israeliano, dal sostegno al Venezuela aggredito militarmente da Washington fino alla resistenza alle sanzioni e alla guerra ibrida. Per questo ruolo centrale nel nuovo scacchiere multipolare è diventato bersaglio diretto delle minacce e delle operazioni della Casa Bianca guidata da Donald Trump.
Nel pieno delle tensioni generate dall’attacco statunitense del 3 gennaio e dal sequestro del presidente Maduro, il Vietnam ha riaffermato una linea di principio e di responsabilità: rispetto del diritto internazionale, rifiuto dell’uso della forza, appello al dialogo e continuità della cooperazione bilaterale. Una presa di posizione che giunge a poche settimane dalle celebrazioni per i 36 anni di relazioni diplomatiche, confermando il valore strategico del rapporto con Caracas.
I raid statunitensi su Caracas e il sequestro del Presidente Nicolás Maduro rappresentano un salto di qualità nella violenza egemonica: un atto contro la sovranità venezuelana e contro l’ordine internazionale. La Cina condanna con fermezza e chiede il rilascio immediato.

