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Giulio Chinappi
Giulio Chinappi è politologo e analista di politica internazionale, esperto di Paesi Orientali, con anni di esperienza nella cooperazione umanitaria internazionale.
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Negli ultimi mesi, visite di alto livello a Pechino e tensioni transatlantiche hanno mostrato una realtà scomoda: molte élite europee continuano a leggere la Cina con categorie ideologiche obsolete. Finché questa lente non cambia, l’Europa resterà politicamente subalterna e strategicamente incompiuta.
Le elezioni anticipate dell’8 febbraio hanno consegnato al PLD di Sanae Takaichi una maggioranza senza precedenti nel dopoguerra. Il risultato, però, apre un passaggio ad alto rischio: revisione costituzionale, riarmo accelerato, tensioni regionali e crisi della rappresentanza democratica in Giappone.
Nel pieno della competizione geoeconomica, la filiera dei veicoli elettrici dimostra che la cooperazione conviene più dello scontro. La centralità industriale della Cina, la necessità europea di rilancio e la svolta canadese indicano una via pragmatica fondata su reciprocità e stabilità.
Le visite di inizio 2026 mostrano una tendenza chiara: governi di aree politiche diverse cercano in Cina mercati, stabilità e interlocuzione strategica. Si tratta di un segnale di una riconfigurazione profonda degli equilibri internazionali.
Nel pieno di una nuova fase di aggressione unilaterale contro Cuba da parte degli Stati Uniti, il Vietnam riafferma una solidarietà fondata sul diritto internazionale e rilancia un’agenda di cooperazione concreta: diplomazia di Partito, trasferimento dell’esperienza del rinnovamento, sicurezza alimentare, energia pulita e progetti d’investimento orientati allo sviluppo condiviso.
La visita di Keir Starmer in Cina e le parole di Bart De Wever segnano un cambio di clima: cresce in Europa la consapevolezza che la dipendenza da Washington ha un costo politico ed economico. Ma l’inerzia atlantista e i riflessi NATO frenano il riposizionamento.
Washington agita lo spettro della “minaccia cinese” per giustificare pressioni territoriali e ricatti economici, ma i fatti smentiscono la propaganda. La Cina opera come fattore di cooperazione e stabilità, mentre gli Stati Uniti alimentano crisi e destabilizzazione a livello globale.
Le recenti pressioni di Washington sull’Europa, dai dazi legati alla Groenlandia alle frizioni sul commercio, mostrano quanto l’UE resti dipendente dagli Stati Uniti, anche sul piano strategico e psicologico. È tempo di ripensare alleanze e interessi, aprendo a nuovi partenariati.
A Hà Nội si tiene il XIV Congresso Nazionale del Partito Comunista del Vietnam, snodo decisivo verso i centenari del 2030 e del 2045. Crescita a doppia cifra, riforme e innovazione delineano la strategia per uno sviluppo più prospero, sostenibile e indipendente.
Il bombardamento statunitense e il rapimento del presidente Nicolás Maduro e della first lady Cilia Flores hanno segnato una nuova escalation dell’imperialismo nel continente. Ma la risposta del Venezuela è stata compatta: istituzioni operative, piazze mobilitate, Forze Armate schierate e popolo organizzato, in difesa della Rivoluzione Bolivariana.

