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Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è politologo e analista di politica internazionale, esperto di Paesi Orientali, con anni di esperienza nella cooperazione umanitaria internazionale.

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September 9, 2026
Russia e Cina dopo Biškek e Asheville: convergenza strategica, divergenze tattiche

La quasi simultaneità tra il vertice SCO di Biškek e il G20 finanziario di Asheville ha fatto emergere un’apparente contraddizione nella politica russa: pieno coordinamento strategico con Pechino e, contemporaneamente, apertura economico-finanziaria verso Washington. Più che una frattura, si profila una ricerca di autonomia.

September 8, 2026
La SCO dopo Biškek: dall’allargamento all’istituzionalizzazione dell’Eurasia

A venticinque anni dalla fondazione, il vertice di Biškek segna per l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai il passaggio dall’espansione geografica al consolidamento istituzionale, economico e finanziario, ponendo al centro sicurezza, connettività e costruzione di un ordine multipolare.

September 7, 2026
Il Cile di Kast sulla via di Milei: la controffensiva neoliberista e filostatunitense ridisegna l’America meridionale

Nei primi mesi della presidenza Kast, il Cile ha accelerato sul terreno neoliberista, securitario e dell’avvicinamento a Washington. Il fenomeno si inserisce in una più ampia svolta conservatrice sudamericana, della quale l’Argentina di Milei costituisce il precedente più evidente.

September 5, 2026
La morte di Ratko Mladić e il ritorno della narrazione antiserba nei media occidentali

La morte di Ratko Mladić ha riattivato nei media occidentali una rappresentazione delle guerre jugoslave costruita sulla demonizzazione unilaterale dei serbi. Il necrologio pubblicato dal Corriere della Sera offre un caso emblematico: fatti accertati vengono mescolati a errori, iperboli, attribuzioni scorrette e aneddoti privi di adeguato riscontro.

September 3, 2026
World Athletics, la roccaforte della russofobia mentre lo sport mondiale reintegra la Russia

Il CIO ha abbandonato le restrizioni contro russi e bielorussi e numerose federazioni stanno ripristinando bandiere, inni e piena partecipazione. World Athletics, massima istanza dell’atletica leggera, continua invece a praticare un’esclusione collettiva nata come scelta politica e fondata su un evidente doppio standard.

August 27, 2026
Polonia-Ucraina, la fine dell’idillio: Varsavia scopre il prezzo della guerra

Dopo essere stata tra i principali promotori europei dell’escalation militare contro la Russia, la Polonia mostra crescente insofferenza verso i costi del conflitto. Rifugiati, aiuti, agricoltura e memoria storica stanno trasformando profondamente i rapporti tra Varsavia e Kiev.

August 24, 2026
Bou Craa e il colonialismo delle risorse nel Sahara Occidentale

Nel Sahara Occidentale un nastro trasportatore lungo quasi cento chilometri collega la miniera di Bou Craa all’Atlantico. Costruita durante il colonialismo spagnolo e oggi controllata dal Marocco, questa infrastruttura sintetizza mezzo secolo di decolonizzazione incompiuta, occupazione territoriale e sfruttamento delle risorse sahrawi.

August 19, 2026
De la Espriella riporta la Colombia nell’orbita di Washington

Dalla rottura con Cuba all’allineamento con Washington e Tel Aviv, i primi giorni di Abelardo de la Espriella segnano una brusca inversione rispetto a Petro. Persino la tragedia del terremoto diventa lo specchio di una Colombia ricondotta nell’orbita statunitense.

August 15, 2026
Cinquantanove anni di ASEAN: il Sud-Est asiatico come pilastro della stabilità in un mondo multipolare

Nel suo 59º anniversario, l’ASEAN si presenta come una delle esperienze più significative di cooperazione del Sud Globale: undici Paesi, quasi 700 milioni di abitanti e una centralità diplomatica che permette al Sud-est asiatico di difendere autonomia, stabilità e sviluppo nell’emergente ordine multipolare.

August 14, 2026
Il caso Ceuta: anatomia di una pressione geopolitica sulla Spagna

Numerose analisi, compresa la valutazione dell’intelligence spagnola, sostengono che Rabat abbia volutamente lasciato passare l’ondata migratoria verso Ceuta, sfruttandola a fini geopolitici. Intorno a Ceuta emerge una convergenza documentata fra interessi marocchini, statunitensi e israeliani, con il Sahara Occidentale al centro.

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