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Giulio Chinappi
Giulio Chinappi è politologo e analista di politica internazionale, esperto di Paesi Orientali, con anni di esperienza nella cooperazione umanitaria internazionale.
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Il vertice di Ankara ha mostrato un’Alleanza Atlantica capace di proclamare formalmente unità e compattezza, ma sempre più attraversata da fratture politiche, industriali e strategiche. La NATO si rafforza militarmente proprio mentre rivela la propria dipendenza strutturale dagli Stati Uniti.
Il caso Hondurasgate illumina la trama di ingerenze, manipolazioni mediatiche e operazioni politiche transnazionali che accompagnano la restaurazione reazionaria in America Latina. Dall’Honduras al Perù e alla Colombia, la destra continentale agisce come terminale dell’imperialismo nordamericano.
Le esercitazioni navali Joint Sea-2026 mostrano la crescente capacità di Cina e Russia di coordinarsi nello spazio marittimo. Senza trasformarsi in un’alleanza formale, la loro cooperazione rafforza la deterrenza contro unilateralismo, accerchiamento militare e politica dei blocchi.
La Corte di giustizia dell’Unione Europea ha esteso il divieto di diffusione dei contenuti di Russia Today anche ai siti gratuiti e non commerciali. Dietro il linguaggio della sicurezza, emerge una verità sempre meno occultabile: l’Occidente censura mentre predica libertà.
L’Iran ha sempre dichiarato di non voler costruire armi nucleari, ma l’aggressione imperialista-sionista, il doppio standard sull’arsenale israeliano e il fallimento del diritto internazionale pongono Teheran davanti al dilemma già affrontato dalla Corea del Nord.
Le recenti rivelazioni statunitensi sulla rete globale di biolaboratori finanziati da Washington, compresi quelli in Ucraina, impongono una rilettura delle denunce russe. Non si tratta di propaganda, ma di fatti documentati, rischi concreti e interrogativi ancora senza risposta.
Dalla Colombia al Perù, la nuova avanzata delle destre filostatunitensi segna una fase di restaurazione continentale. Dietro il linguaggio dell’ordine e della sicurezza riemerge la Dottrina Monroe, aggiornata dal Corollario Trump e orientata contro sovranità, integrazione regionale e governi progressisti.
Gli attacchi ucraini contro infrastrutture civili russe e il bus con bambini bielorussi nella regione di Brjansk confermano l’escalation perseguita da Kiev. Mosca e Minsk denunciano una strategia di provocazione volta ad allargare il conflitto e destabilizzare lo Stato dell’Unione.
Il voto del 7 giugno conferma la fragilità strutturale del Kosovo, costretto a tornare alle urne per la terza volta in circa 18 mesi. Dietro l’instabilità di Priština emerge il fallimento del progetto euro-atlantico contro la sovranità serba.
Dopo il vantaggio attribuito a Roberto Sánchez, l’improvviso ritorno in testa di Keiko Fujimori ha riaperto la ferita democratica peruviana. Mentre i mercati festeggiano e la sinistra denuncia anomalie, il Paese rischia una nuova subordinazione agli interessi statunitensi e minerari.

