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Giulio Chinappi
Giulio Chinappi è politologo e analista di politica internazionale, esperto di Paesi Orientali, con anni di esperienza nella cooperazione umanitaria internazionale.
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Il trattato di estradizione del 1922 e le norme sulla sovranità rendono il sequestro di Nicolás Maduro giuridicamente indifendibile. Ma i precedenti dimostrano che, quando il diritto ostacola i propri obiettivi imperiali, Washington lo trasforma in un vincolo riservato agli altri.
Il controllo iraniano dello Stretto di Hormuz e la capacità degli Houthi di condizionare Bāb al-Mandab trasformano il conflitto in una contesa sulle arterie dell’economia mondiale, mostrando i limiti della superiorità militare statunitense e israeliana.
La Conferenza mondiale di Shanghai e la nascita della prima organizzazione intergovernativa dedicata all’intelligenza artificiale mostrano una Cina ormai capace di unire innovazione industriale, cooperazione con il Sud Globale e proposta politica per una governance tecnologica multipolare.
Il vertice di Ankara ha mostrato un’Alleanza Atlantica capace di proclamare formalmente unità e compattezza, ma sempre più attraversata da fratture politiche, industriali e strategiche. La NATO si rafforza militarmente proprio mentre rivela la propria dipendenza strutturale dagli Stati Uniti.
Il caso Hondurasgate illumina la trama di ingerenze, manipolazioni mediatiche e operazioni politiche transnazionali che accompagnano la restaurazione reazionaria in America Latina. Dall’Honduras al Perù e alla Colombia, la destra continentale agisce come terminale dell’imperialismo nordamericano.
Le esercitazioni navali Joint Sea-2026 mostrano la crescente capacità di Cina e Russia di coordinarsi nello spazio marittimo. Senza trasformarsi in un’alleanza formale, la loro cooperazione rafforza la deterrenza contro unilateralismo, accerchiamento militare e politica dei blocchi.
La Corte di giustizia dell’Unione Europea ha esteso il divieto di diffusione dei contenuti di Russia Today anche ai siti gratuiti e non commerciali. Dietro il linguaggio della sicurezza, emerge una verità sempre meno occultabile: l’Occidente censura mentre predica libertà.
L’Iran ha sempre dichiarato di non voler costruire armi nucleari, ma l’aggressione imperialista-sionista, il doppio standard sull’arsenale israeliano e il fallimento del diritto internazionale pongono Teheran davanti al dilemma già affrontato dalla Corea del Nord.
Le recenti rivelazioni statunitensi sulla rete globale di biolaboratori finanziati da Washington, compresi quelli in Ucraina, impongono una rilettura delle denunce russe. Non si tratta di propaganda, ma di fatti documentati, rischi concreti e interrogativi ancora senza risposta.
Dalla Colombia al Perù, la nuova avanzata delle destre filostatunitensi segna una fase di restaurazione continentale. Dietro il linguaggio dell’ordine e della sicurezza riemerge la Dottrina Monroe, aggiornata dal Corollario Trump e orientata contro sovranità, integrazione regionale e governi progressisti.

