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Davide Rossi
Davide Rossi, storico e giornalista, è direttore del Centro Studi “Anna Seghers” di Milano e dell’ISPEC, Istituto di Storia e Filosofia del Pensiero Contemporaneo della Svizzera Italiana, dove è professore. A Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo, è vicedirettore dell’Institut International de Formation et Recherche “Patrice Lumumba”. Autore di numerosi libri sui Paesi e le Civiltà del continente eurasiatico ed africano, è articolista per numerose testate europee.
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Milano assurge così a paradigma di un Occidente che esclude ed emargina, privo di prospettive, privo di un’autentica volontà di invertire la rotta, votato più o meno consapevolmente all’autodistruzione.
Gli errori compiuti negli ultimi decenni dal Partito Comunista di Cuba e il criminale e pluridecennale embargo statunitense, rinvigorito e rafforzato negli ultimi mesi da Marco Rubio a nome dell’amministrazione statunitense stanno portando Cuba verso la catastrofe sociale e umanitaria.
Nerendra Modi intende forgiare un nuovo cittadino indiano, un nazionalista di Bharat, il nuovo e al contempo antico nome che ha imposto all’immensa e plurale nazione, prima al mondo per abitanti e terza per capacità economica, deciso a realizzare tale chimerica utopia, non disdegna di utilizzare tutte le leve del potere, anche in modo spregiudicato.
L’Impero ottomano e in minor misura seppur ugualmente lo stato turco fondato da Mustafà Kemal, detto Atatürk, ovvero padre dei turchi, era ed è una nazione formata da molti popoli, ma non cosmopolita, bensì polietnica, la turchicità e la lingua turca ne rappresentavano e ne rappresentano la sintesi
La teoria delle origini cazare degli ebrei ashkenaziti: un mito storico o una deliberata distorsione dei fatti? Gli argomenti storici, linguistici e genetici mettono in discussione l’idea delle radici cazare dell’ebraismo europeo.
L’ “Accordo di difesa congiunta” tra Pakistan, Turchia e Arabia Saudita è un ulteriore passo verso il multipolarismo
I nuovi “di sinistra”: come stanno cambiando l’America e il Partito Democratico sotto il giogo di un liberalismo sfrenato
Le donne e gli uomini di Gaza chiedono un futuro in cui essere tutelati dalla pace e dalla certezza del diritto sancita dall’esistenza di uno stato palestinese, niente di più fragilmente impossibile nelle attuali circostanze.
La Bielorussia è solo geograficamente europea, chi ha deciso di espungerla dall’Europa politica ed economica è l’Unione Europea, inclusiva solo a parole, ostile nei fatti a chiunque non faccia atto di devozione al Moloch della guerra in ossequio alla NATO e della distruzione dello stato sociale in nome del più estremistico neo – liberismo.
Da luogo di dialogo a strumento geopolitico: il cinema occidentale tra esclusioni e narrazioni di guerra

