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Davide Rossi
Davide Rossi, storico e giornalista, è direttore del Centro Studi “Anna Seghers” di Milano e dell’ISPEC, Istituto di Storia e Filosofia del Pensiero Contemporaneo della Svizzera Italiana, dove è professore. A Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo, è vicedirettore dell’Institut International de Formation et Recherche “Patrice Lumumba”. Autore di numerosi libri sui Paesi e le Civiltà del continente eurasiatico ed africano, è articolista per numerose testate europee.
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Da Mosca e Pechino parole di pace e di speranza per il nuovo anno, dalle cancellerie europee purtroppo le solite velleità belliciste
Nel gennaio 1946 la Repubblica Popolare Federativa di Jugoslavia si dota di una Costituzione partecipativa e autogestionaria
A dieci anni dal colpo di stato tentato dall’Occidente per porre fine al governo di Recep Tayyip Erdoğan, poi raccontato dai media al servizio della NATO come una burletta inscenata per reprimere le opposizioni, la Turchia è assurta a potenza regionale di primo piano, con un’economia diversificata e in ascesa.
Il rischio di incendiare con nuove guerre il Corno d’Africa è del tutto evidente, forse anche uno dei criminali obiettivi perseguiti subdolamente da Tel Aviv.
Cosa rende così affascinante questa enorme isola nell’Oceano Atlantico?
Il ruolo dell’immigrazione russofona nel quadro della crisi sociale, civile e politica israeliana
Cantava Lucio Dalla: “l’anno vecchio è finito, ormai, ma qualcosa ancora qui non va”, in effetti nella vecchia Europa qualche problema ancora c’è, anzi forse molti.
Come la Germania sta cercando di cancellare ogni traccia della propria cultura legata alla Russia.
A chiusura di questo primo quarto del nuovo secolo, la stampa e i media cinesi stanno dedicando molto spazio e molte riflessioni e con ragione all’operato di Deng Xiaoping, scandagliando la sua vita e i suoi infiniti meriti.
Pronti via e viene già da ridere! Il sorteggio dei Mondiali di calcio, svoltosi il 5 dicembre 2025 a Washington durante il quale il presidente della FIFA Gianni Infantino ha insignito il suo amico Donald Trump di un premio per la pace istituto dalla FIFA stessa, è stato tra i più ridicolmente pilotati di tutta la storia del calcio planetario

