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Daniele Perra
Daniele Perra, politologo originario della Sardegna, specializzato in Medio Oriente e conflitti internazionali, è membro della Redazione di Eurasia – Rivista di Studi Geopolitici, per cui è prolifico autore di pubblicazioni.
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L’attacco pakistano alle principali città afghane nella notte di venerdì 27 febbraio segna un punto di svolta nell’ormai protratto conflitto di frontiera tra i due Paesi. Cerchiamo di comprendere le ragioni di questo nuovo fronte di guerra in Asia meridionale.
La Penisola della Crimea rimane al centro dello scontro geopolitico nella regione del Mar Nero. Qui verrà analizzato il suo particolare percorso storico ed il ruolo che ricopre nel più ampio panorama strategico del conflitto tra Russia e NATO.
La Repubblica Popolare Cinese, e la sua strategia geopolitica, rimangono ancora un mistero per il pubblico occidentale. Questo, infatti, è spesso vittima di una doppia distorsione della realtà che arriva sia dall’informazione generalista che da quella cosiddetto “alternativa”. Fattore prodotto di un doppio livello di infiltrazione della propaganda a stelle e strisce in quella parte di mondo sottoposta al dominio culturale e militare di Washington. Qui si cercherà di fare un minimo di chiarezza
La recente nuova fase di destabilizzazione interna alla quale è stata sottoposta la Repubblica islamica dell’Iran e l’insistenza della propaganda occidentale sull’imminenza della sua caduta (con l’appoggio della stessa all’erede dello Shah Reza Ciro Pahlavi) rendono necessario affrontare il particolare percorso storico del Paese dagli inizi del Novecento fino ai giorni nostri. Solo in questo modo si possono avanzare delle ipotesi su ciò che potrà essere il suo futuro.
La recente nuova fase di destabilizzazione interna alla quale è stata sottoposta la Repubblica islamica dell’Iran e l’insistenza della propaganda occidentale sull’imminenza della sua caduta (con l’appoggio della stessa all’erede dello Shah Reza Ciro Pahlavi) rendono necessario affrontare il particolare percorso storico del Paese dagli inizi del Novecento fino ai giorni nostri. Solo in questo modo si possono avanzare delle ipotesi su ciò che potrà essere il suo futuro.
La recente nuova fase di destabilizzazione interna alla quale è stata sottoposta la Repubblica islamica dell’Iran e l’insistenza della propaganda occidentale sull’imminenza della sua caduta (con l’appoggio della stessa all’erede dello Shah Reza Ciro Pahlavi) rendono necessario affrontare il particolare percorso storico del Paese dagli inizi del Novecento fino ai giorni nostri. Solo in questo modo si possono avanzare delle ipotesi su ciò che potrà essere il suo futuro.
La recente nuova fase di destabilizzazione interna alla quale è stata sottoposta la Repubblica islamica dell’Iran e l’insistenza della propaganda occidentale sull’imminenza della sua caduta (con l’appoggio della stessa all’erede dello Shah Reza Ciro Pahlavi) rendono necessario affrontare il particolare percorso storico del Paese dagli inizi del Novecento fino ai giorni nostri. Solo in questo modo si possono avanzare delle ipotesi su ciò che potrà essere il suo futuro.
Il documento sulla sicurezza nazionale dell’amministrazione Trump dedica poco spazio al Medio Oriente, concentrandosi principalmente sull’emisfero occidentale e sul suo totale controllo da parte della potenza egemone americana. Tuttavia, non mancano alcuni spunti interessanti, sebbene già messi in evidenza dalle precedenti amministrazioni.
L’azione turca verso l’esterno viene spesso fraintesa (o non compresa) dagli analisti occidentali che spesso la bollano utilizzando in senso dispregiativo il termine “neo-ottomanesimo”. In questo contributo si cercherà invece di ricostruire la geopolitica turca (in dettaglio) dalla fondazione della Repubblica ad oggi.
Quello di Timur Mindich è solo l’ultimo di una lunga lista di casi di corruzione che hanno messo in crisi la già traballante legittimazione popolare del regime di Kiev, a più riprese accusato di arricchirsi sulla pelle del suo popolo.

