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Daniele Perra
Daniele Perra, politologo originario della Sardegna, specializzato in Medio Oriente e conflitti internazionali, è membro della Redazione di Eurasia – Rivista di Studi Geopolitici, per cui è prolifico autore di pubblicazioni.
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La recente nuova fase di destabilizzazione interna alla quale è stata sottoposta la Repubblica islamica dell’Iran e l’insistenza della propaganda occidentale sull’imminenza della sua caduta (con l’appoggio della stessa all’erede dello Shah Reza Ciro Pahlavi) rendono necessario affrontare il particolare percorso storico del Paese dagli inizi del Novecento fino ai giorni nostri. Solo in questo modo si possono avanzare delle ipotesi su ciò che potrà essere il suo futuro.
La recente nuova fase di destabilizzazione interna alla quale è stata sottoposta la Repubblica islamica dell’Iran e l’insistenza della propaganda occidentale sull’imminenza della sua caduta (con l’appoggio della stessa all’erede dello Shah Reza Ciro Pahlavi) rendono necessario affrontare il particolare percorso storico del Paese dagli inizi del Novecento fino ai giorni nostri. Solo in questo modo si possono avanzare delle ipotesi su ciò che potrà essere il suo futuro.
La recente nuova fase di destabilizzazione interna alla quale è stata sottoposta la Repubblica islamica dell’Iran e l’insistenza della propaganda occidentale sull’imminenza della sua caduta (con l’appoggio della stessa all’erede dello Shah Reza Ciro Pahlavi) rendono necessario affrontare il particolare percorso storico del Paese dagli inizi del Novecento fino ai giorni nostri. Solo in questo modo si possono avanzare delle ipotesi su ciò che potrà essere il suo futuro.
La recente nuova fase di destabilizzazione interna alla quale è stata sottoposta la Repubblica islamica dell’Iran e l’insistenza della propaganda occidentale sull’imminenza della sua caduta (con l’appoggio della stessa all’erede dello Shah Reza Ciro Pahlavi) rendono necessario affrontare il particolare percorso storico del Paese dagli inizi del Novecento fino ai giorni nostri. Solo in questo modo si possono avanzare delle ipotesi su ciò che potrà essere il suo futuro.
Il documento sulla sicurezza nazionale dell’amministrazione Trump dedica poco spazio al Medio Oriente, concentrandosi principalmente sull’emisfero occidentale e sul suo totale controllo da parte della potenza egemone americana. Tuttavia, non mancano alcuni spunti interessanti, sebbene già messi in evidenza dalle precedenti amministrazioni.
L’azione turca verso l’esterno viene spesso fraintesa (o non compresa) dagli analisti occidentali che spesso la bollano utilizzando in senso dispregiativo il termine “neo-ottomanesimo”. In questo contributo si cercherà invece di ricostruire la geopolitica turca (in dettaglio) dalla fondazione della Repubblica ad oggi.
Quello di Timur Mindich è solo l’ultimo di una lunga lista di casi di corruzione che hanno messo in crisi la già traballante legittimazione popolare del regime di Kiev, a più riprese accusato di arricchirsi sulla pelle del suo popolo.
La propaganda liberal-occidentale sta cercando di attribuire alla Russia il collasso dello Stato maliano in modo da riproporre l’idea dell’abbandono dell’“alleato” già presentata in occasione della caduta di Damasco. Un’attenta analisi della situazione e dei suoi precedenti, tuttavia, rivela qualcosa di molto diverso.
Lo scorso luglio è stato pubblicato, sotto il patrocinio del Consiglio per la Difesa e la Politica Estera della Federazione Russa, il saggio “L’idea-sogno vivente della Russia. Il codice dei russi nel XXI secolo”. Questo è parte di un’iniziativa lanciata dal politologo Sergej Karaganov per riscoprire e rinnovare l’ideologia russa. Qui verrà analizzato in dettaglio.
Negli ultimi tempi si è ripreso a parlare, non positivamente, della questione relativa al Sahara Occidentale, soprattutto a proposito di una presunta infiltrazione iraniana nel Fronte Polisario. Qui si cercherà di verificare quanto possa esserci di vero, anche alla luce della storia di questo territorio conteso.

